Mosca torna a lanciare un monito all’Occidente: qualsiasi aggressione, anche condotta con armi convenzionali, potrebbe scatenare una risposta nucleare. A ribadirlo è Sergei Shoigu, segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale russo, che ha richiamato l’attenzione sulla dottrina strategica aggiornata dalla Russia lo scorso anno.
Secondo quanto dichiarato da Shoigu, la linea ufficiale del Cremlino prevede l’impiego dell’arsenale nucleare “nel caso in cui la Russia o la Bielorussia subiscano un’aggressione, anche con mezzi non nucleari”. Un messaggio chiaro rivolto a chi, in Europa e nel mondo, osserva con crescente preoccupazione le tensioni geopolitiche al confine orientale del continente.
Shoigu ha inoltre sottolineato come Mosca stia “monitorando con attenzione i preparativi militari in corso in Europa”, lasciando intendere che eventuali manovre percepite come ostili potrebbero innescare reazioni immediate. “In presenza di azioni che minacciano la sovranità o l’integrità territoriale della Russia”, ha dichiarato, “riteniamo legittimo rispondere con tutte le misure ritenute necessarie, siano esse simmetriche o asimmetriche”.
Il richiamo alla dottrina nucleare rappresenta l’ennesimo segnale di irrigidimento dei rapporti tra Russia e Occidente, in un contesto globale già segnato da gravi tensioni e instabilità. Le parole di Shoigu suonano come un avvertimento: ogni atto considerato ostile sarà trattato con il massimo grado di risposta previsto dal dispositivo strategico russo.
