6 Ottobre 2026, martedì
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Trump cambia rotta sui dazi: salvi smartphone e computer dalla guerra commerciale

Dopo l'escalation delle tensioni internazionali, il presidente USA fa marcia indietro su alcuni prodotti hi-tech, nel tentativo di arginare i danni economici causati dalle sue stesse politiche.

Sembra la trama surreale di una commedia amara: prima si innesca una guerra commerciale globale, poi, accortosi delle conseguenze, si tenta di rimediare a colpi di deroghe e retromarce. Eppure non è finzione, ma la realtà della politica economica targata Donald Trump.

Il presidente degli Stati Uniti, fautore di una linea protezionista e muscolare, ha annunciato l’esenzione dai dazi doganali per una serie di prodotti tecnologici di largo consumo. Tra questi figurano smartphone, computer, hard disk, processori e chip di memoria: tutti articoli fondamentali nel mercato globale, ma soprattutto beni che non vengono prodotti in maniera significativa sul suolo americano.

Un’ammissione indiretta, ma eloquente: colpire con i dazi anche questi dispositivi avrebbe significato danneggiare non solo le aziende statunitensi che dipendono dalle importazioni, ma anche i consumatori, che si sarebbero trovati di fronte a un’impennata dei prezzi su prodotti ormai indispensabili nella vita quotidiana.

La lista delle esenzioni comprende anche i macchinari destinati alla produzione di semiconduttori, settore chiave per l’intera filiera tecnologica. La decisione, sebbene presentata come una scelta strategica, suona più come un tentativo di mettere una pezza agli effetti collaterali di una politica commerciale condotta a colpi di minacce e imposizioni.

In sostanza, Trump ha dovuto riconoscere che l’economia globale non può essere piegata a colpi di dazi senza produrre contraccolpi pesanti anche per il proprio Paese. L’industria americana, pur potente, è profondamente intrecciata con le catene di fornitura internazionali. Cercare di spezzarle rischia di ritorcersi contro, ed è proprio ciò che stava accadendo.

Resta però l’incertezza: questa apertura selettiva è un passo verso un alleggerimento delle tensioni commerciali oppure solo una manovra tattica temporanea? Nel frattempo, il mondo osserva, tra stupore e preoccupazione, l’altalena imprevedibile della politica economica statunitense.

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