6 Ottobre 2026, martedì
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“Meloni sceglie Trump, non l’Italia”

Alessandro Zan (PD) attacca la premier per l’assenza al Salone del Mobile: “Diserta l’eccellenza italiana per inseguire chi mette a rischio la nostra economia”

“Meloni diserta l’Italia che lavora per inseguire Trump”. È questo il duro affondo lanciato da Alessandro Zan, europarlamentare e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico, che critica apertamente la scelta della presidente del Consiglio di recarsi negli Stati Uniti proprio nei giorni in cui a Milano si tiene il Salone del Mobile, vetrina mondiale dell’eccellenza italiana nel design e nell’arredamento.

“Ancora una volta – dichiara Zan – Meloni scappa dal Paese reale: quello che produce, che esporta, che chiede risposte concrete in un momento economico delicato. Preferisce invece volare oltre oceano per rincorrere Donald Trump, figura che rappresenta una minaccia per l’economia globale e che non può certo offrire garanzie al nostro sistema produttivo”.

Il riferimento è chiaro: la premier avrebbe dovuto, secondo Zan, dimostrare presenza e responsabilità di fronte a un settore chiave del Made in Italy, soprattutto in un momento di grande trasformazione e incertezza sui mercati internazionali. Invece, la sua assenza rischia di apparire come una sottovalutazione del valore strategico dell’industria italiana e delle sue necessità.

“L’Italia non si governa mettendo la testa sotto la sabbia – incalza Zan – ma con la serietà e la vicinanza a chi ogni giorno crea lavoro, innovazione e prestigio internazionale per il nostro Paese. In questo momento servirebbero visione, ascolto e supporto concreto, non fughe simboliche alla ricerca di alleanze discutibili”.

Zan non risparmia nemmeno un giudizio politico più ampio: la mossa di Meloni viene interpretata come un gesto più legato al posizionamento personale sullo scacchiere internazionale che a una strategia utile per l’Italia. E il mancato presidio del Salone del Mobile, evento che attira operatori e investitori da tutto il mondo, viene letto come l’ennesimo segnale di disconnessione tra il governo e il tessuto produttivo nazionale.

Il messaggio finale dell’europarlamentare PD è chiaro: “Serve un governo che stia accanto a chi lavora e innova, non a chi scommette contro la stabilità economica e sociale dell’Europa”.

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