14 Maggio 2026, giovedì
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Juve, vittoria col brivido: 2-1 al Lecce e terzo posto momentaneo

All'Allianz Stadium i bianconeri dominano per un tempo, poi soffrono nel finale: decisive le reti di Koopmeiners e Yildiz, ma serve resistere dopo il gol di Baschirotto

Juve, tre punti d’oro per la Champions: Lecce battuto 2-1 tra dominio e sofferenza finale

La Juventus torna a respirare aria di alta classifica e, almeno per una notte, si prende il terzo posto in Serie A. All’Allianz Stadium, nella 32ª giornata, i bianconeri superano il Lecce per 2-1 grazie a un primo tempo di grande intensità e qualità, salvo poi calare nella ripresa e rischiare grosso nel finale. Le firme sulla vittoria portano i nomi di Koopmeiners e Yildiz, mentre è Baschirotto a rimettere tutto in discussione a pochi minuti dal triplice fischio.

Primo tempo a senso unico: Juve in controllo, Lecce in apnea

La squadra di Igor Tudor, alla ricerca di punti pesanti per la corsa Champions, parte fortissimo, aggredendo il Lecce fin dal primo minuto con un pressing alto e linee corte. Il vantaggio arriva già al 2’: una verticalizzazione illuminante di Thuram libera Vlahovic, che appoggia a Koopmeiners. Il centrocampista olandese non sbaglia: sinistro chirurgico e palla in rete. Uno a zero e partita subito in discesa per la Juve.

I pugliesi provano a reagire con orgoglio e, alla prima vera occasione, sfiorano il pari: Krstovic centra il palo con un bel destro a incrociare. Ma è solo un lampo nel buio. I bianconeri continuano a macinare gioco e occasioni: Vlahovic spreca una ghiotta palla-gol dopo un’azione travolgente di Yildiz, che mette il turbo sulla sinistra.

Il Lecce fatica a uscire dalla propria metà campo, chiudendosi a riccio con la difesa a tre di Giampaolo e tentando qualche sortita in contropiede, affidandosi ai lanci lunghi verso Krstovic. Ma il predominio juventino è netto: padrone del centrocampo, la squadra di casa pressa alto, conquista palla rapidamente e sfiora più volte il raddoppio.

Al 34’, il meritato 2-0: azione manovrata che nasce ancora dai piedi di Thuram, prosegue con un’accelerazione di Yildiz e si chiude con il giovane turco che infila Falcone con un tocco preciso su assist di Vlahovic. Gol da applausi e Allianz Stadium in delirio. Il primo tempo si chiude con una Juve in totale controllo e un Lecce alle corde.

Ripresa sottotono e finale con il fiato sospeso

Nella ripresa, il copione inizialmente non cambia: i bianconeri gestiscono il possesso con ordine e pazienza, cercando spazi tra le linee con Koopmeiners e Yildiz, sempre molto ispirati. Locatelli sfiora il tris con un destro a giro, mentre Vlahovic, servito in profondità, si vede chiudere lo specchio da un attento Falcone.

Giampaolo prova a scuotere i suoi con un doppio cambio: fuori Krstovic, dentro Rebic, e poi spazio anche a N’dri per aggiungere vivacità. La Juve, invece, inizia lentamente a calare fisicamente. Qualche errore in fase di uscita, come quello di McKennie, alimenta le speranze salentine.

Al 65’ Tudor corre ai ripari: dentro Cambiaso, Weah, Kolo Muani e Conceição per dare freschezza al reparto offensivo e al centrocampo. Le rotazioni però non portano nuova linfa, e il Lecce prende coraggio. All’87’, su calcio piazzato, Baschirotto svetta in area e insacca di testa il gol che riapre il match.

Il finale è una sofferenza: la Juve si chiude, prova a resistere all’assalto ospite e trema quando Helgason, nel recupero, sfiora il clamoroso 2-2 con un destro a fil di palo. Ma alla fine il muro regge e i bianconeri possono tirare un sospiro di sollievo.

Vittoria fondamentale, ma attenzione ai cali

Tre punti vitali per la Juventus, che torna a far sorridere i suoi tifosi e si rilancia nella corsa alla Champions, anche se la prestazione resta a doppia faccia. Primo tempo da squadra dominante, ripresa in apnea: un segnale importante, ma anche un campanello d’allarme in vista del rush finale.

Ora la palla passa all’Atalanta, attesa dallo scontro diretto con il Bologna: la lotta per un posto nell’Europa che conta è più serrata che mai. Intanto, la Juve tiene il passo. Anche soffrendo.

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