6 Ottobre 2026, martedì
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Gelo e Gol al Circolo Polare: il Bodo/Glimt stende la Lazio 2-0, Saltnes show

Europa League, andata dei quarti: doppietta del centrocampista norvegese. Biancocelesti spenti e in balia del ritmo scandinavo. All’Olimpico servirà un’impresa per ribaltare il verdetto.

Nel gelo artico di Bodø, dove la neve disegna il perimetro dell’Aspmyra Stadion, la Lazio cade sotto i colpi precisi e pungenti del Bodo/Glimt. Finisce 2-0 per i norvegesi nella gara d’andata dei quarti di finale di Europa League, un risultato che complica seriamente i piani di qualificazione per la squadra di Marco Baroni, chiamata ora a una vera e propria impresa nella gara di ritorno all’Olimpico.

La serata è tutta nel segno di Ulrik Saltnes, leader silenzioso e implacabile, che nella ripresa infila Mandas due volte (al 47’ e al 69’) e indirizza la qualificazione verso i gialloneri. Ma sarebbe riduttivo ridurre tutto alla doppietta del numero otto: il Bodo gioca meglio, più veloce, più convinto e più abituato al contesto ambientale e al campo sintetico. La Lazio, invece, è apparsa contratta, disordinata e troppo lenta nei ribaltamenti di fronte.

Il film della partita

Baroni si affida a Dia come riferimento offensivo, supportato da Pedro, Zaccagni e Isaksen sulla trequarti, con Guendouzi e Vecino a presidiare il centrocampo. Dall’altra parte, Knutsen sceglie di puntare sul capocannoniere Høgh, spalleggiato da Hauge e Blomberg.

La partenza è tutta di marca norvegese: il Bodo si muove con fluidità, sfrutta bene le corsie laterali e mette in difficoltà la retroguardia biancoceleste. Hauge e Berg costringono Mandas agli straordinari già nei primi 20 minuti, mentre Blomberg spreca una clamorosa occasione da due passi. La Lazio fatica a uscire, si affida alla densità in mezzo al campo e alle ripartenze, ma non riesce quasi mai a costruire con lucidità.

Nel primo tempo si segnalano un paio di occasioni per parte: da un lato Høgh e Evjen non inquadrano la porta da buona posizione, dall’altro Isaksen viene murato da Gundersen e Marusic si vede negare la gioia del gol da un grande intervento di Haikin sugli sviluppi di un corner.

Ripresa da incubo per i capitolini

Baroni prova a cambiare qualcosa inserendo Dele-Bashiru e Lazzari, ma è il Bodo a trovare subito il vantaggio: azione centrale da manuale, Berg inventa, Blomberg rifinisce, Saltnes si inserisce e batte Mandas con freddezza. La difesa della Lazio, immobile, osserva.

Il gol cambia l’inerzia del match. La Lazio si scopre, ma non trova ritmo né idee. Bjørkan ferma Isaksen con un intervento provvidenziale, mentre Saltnes continua a imperversare: sfiora il raddoppio in due occasioni, poi lo trova con una perla su assist di Hauge — controllo e pallonetto morbido che beffa Mandas e fa esplodere l’Aspmyra.

Il finale è ancora tutto del Bodo, che sfiora il terzo gol in più riprese: Mandas evita il peggio con due interventi prodigiosi su Saltnes e Bjørntuft, tenendo a galla la Lazio con orgoglio e riflessi.

Lazio: servirà un’altra faccia

Il ritorno all’Olimpico sarà una montagna da scalare. Serviranno ben più di novanta minuti perfetti: serviranno coraggio, intensità e quella lucidità che sotto il cielo artico è completamente mancata. Il Bodo/Glimt si è dimostrato squadra vera: organizzata, dinamica, aggressiva e con talento sparso in ogni reparto. La Lazio, per evitare l’eliminazione, dovrà cambiare pelle. E in fretta.

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