8 Luglio 2026, mercoledì
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Operazione Antimafia tra Tivoli e Guidonia: smantellata una rete di traffico di droga e armi

Scattano 9 arresti in un’operazione dei Carabinieri, con indagati coinvolti in una fitta rete criminale. Tra gli arrestati anche una donna di 79 anni, complice del traffico di stupefacenti.

Su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, è in corso una vasta operazione dei Carabinieri della Compagnia di Tivoli che sta interessando le province di Modena e Roma. L’operazione mira all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 9 persone – 7 italiani e 2 albanesi – accusati di essere i promotori e membri di una pericolosa organizzazione criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti e al possesso illegale di armi. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, sono state avviate nel 2021 e hanno portato alla scoperta di una rete complessa e ramificata che operava principalmente nei comuni di Tivoli e Guidonia Montecelio, in provincia di Roma.

Gli arrestati sono ritenuti gravemente indiziati di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di droga. L’organizzazione aveva creato una logistica ben strutturata per la gestione dello smistamento delle sostanze stupefacenti, e i membri della banda avevano compiti ben definiti all’interno della rete. Tra i protagonisti dell’attività criminale vi erano anche figure che si occupavano della detenzione e del trasporto delle armi, strumento fondamentale per assicurarsi il controllo delle piazze di spaccio. In particolare, gli inquirenti hanno identificato uno degli epicentri di questo traffico a Tivoli, nella località Favale, dove l’organizzazione esercitava un forte dominio su una piazza di spaccio.

Un particolare allarmante riguarda la presenza, tra gli indagati, di una donna di 79 anni, residente in prossimità della piazza di spaccio. La donna è accusata di aver collaborato attivamente con il gruppo, custodendo presso la propria abitazione parte della droga e ingenti somme di denaro, provento delle attività illecite. Un altro aspetto curioso e inquietante delle indagini riguarda i luoghi in cui avvenivano i summit dell’organizzazione: i carabinieri hanno accertato che i membri si riunivano frequentemente all’interno di un pollaio, ritenuto un ambiente sicuro in grado di eludere eventuali intercettazioni telefoniche e ambientali da parte delle forze dell’ordine.

Le indagini hanno evidenziato la determinazione e l’organizzazione di un gruppo criminale che, approfittando della propria rete di complicità e della conoscenza del territorio, era riuscito a mantenere una solida presa su attività illecite che danneggiavano pesantemente le comunità locali.

Si sottolinea che, essendo in corso le indagini preliminari, gli indagati devono essere considerati innocenti fino a eventuale accertamento di colpevolezza attraverso una sentenza definitiva.

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