29 Giugno 2026, lunedì
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Lecce, smantellata stamperia hi-tech di soldi falsi: il giro illecito superava i 180 mila euro

Operazione congiunta tra Carabinieri ed Europol svela una rete criminale che produceva e vendeva online valuta contraffatta in Italia e in tutta Europa. Chiave dell’indagine: criptovalute, blockchain e una recensione su Tripadvisor.

Un falso perfetto: così a Lecce nasceva e viaggiava in Europa il denaro contraffatto

Una tipografia del crimine, invisibile ma efficiente, nascosta tra le mura domestiche nel cuore del Salento. È lì, in un’abitazione insospettabile, che i Carabinieri hanno individuato e smantellato una stamperia clandestina all’avanguardia, in grado di produrre banconote false di altissima qualità, indistinguibili quasi dalle originali. L’operazione, ribattezzata “Fake Value”, rappresenta il culmine di una lunga e complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce, condotta dalla Sezione Criptovalute del Comando Antifalsificazione Monetaria, con il supporto determinante della Sezione Cyber del Nucleo Investigativo di Lecce, dei Comandi Provinciali di Lecce, Lodi, Padova e L’Aquila, e con l’assistenza tecnica di tre specialisti Europol.

Una rete criminale digitale e transnazionale

Gli inquirenti sono riusciti a ricostruire l’intera filiera del denaro falso, che partiva da Lecce per raggiungere non solo diverse regioni italiane ma anche paesi dell’Unione Europea tra cui Francia, Spagna, Germania, Austria e Belgio. La rete, organizzata con metodo e strumenti tecnologici, operava principalmente online, utilizzando canali Telegram dedicati alla vendita di valuta contraffatta e ricevendo i pagamenti attraverso criptovalute, in particolare Bitcoin.

È proprio grazie al monitoraggio costante del dark web e all’analisi approfondita delle transazioni sulla blockchain che i Carabinieri sono riusciti a deanonimizzare gli acquirenti e, passo dopo passo, risalire all’identità dei tre principali artefici dell’organizzazione criminale. Un elemento sorprendente che ha dato un’accelerazione all’indagine è stato l’incrocio di dati ottenuti tramite tecniche di Open Source Intelligence: uno dei promotori del gruppo è stato individuato grazie a una recensione lasciata su Tripadvisor, dove aveva inavvertitamente usato lo stesso nickname che impiegava su Telegram per vendere le banconote false.

Banconote e monete false di nuova generazione

Durante le perquisizioni sono stati sequestrati 40.000 euro in banconote false di vario taglio, tre stampanti professionali, dispositivi elettronici, un incisore laser di ultima generazione – strumento destinato alla produzione sperimentale di monete da 2 euro false – e diverse monete contraffatte già pronte per essere immesse nel mercato. Il livello di sofisticazione raggiunto dalla stamperia ha impressionato anche gli esperti del National Analysis Centre della Banca d’Italia, che ha riconosciuto nelle banconote sequestrate caratteristiche riconducibili a tre nuove e insidiose classi di contraffazione mai rilevate prima nel panorama nazionale.

Il gruppo criminale, secondo gli investigatori, era in piena espansione: i piani prevedevano l’introduzione su larga scala delle monete false, un’operazione che, se non fosse stata interrotta, avrebbe potuto moltiplicare esponenzialmente i guadagni illeciti e compromettere seriamente la fiducia nei circuiti monetari.

Arresti, sequestri e cooperazione internazionale

Al termine dell’operazione sono stati arrestati tre soggetti residenti nei comuni di Lido Marini (Lecce), Lodi, Padova e Poggio Picenze (L’Aquila), raggiunti da misure cautelari personali emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lecce. Un quarto individuo, attivamente coinvolto nell’organizzazione, è stato perquisito. Tutti sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla produzione e distribuzione di denaro falso (artt. 416 e 453 del Codice Penale) e autoriciclaggio (art. 648-ter c.p.). I provvedimenti, ancora in fase preliminare, sono soggetti a impugnazione e i destinatari sono da ritenersi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

Determinante per il successo dell’indagine è stato il supporto operativo di Europol, che ha facilitato un rapido scambio informativo tra le autorità italiane e le forze dell’ordine europee, rafforzando la cooperazione internazionale contro il crimine nel settore della falsificazione monetaria.

Un danno da 180.000 euro, un rischio per l’economia reale

Secondo una stima iniziale, il giro d’affari del denaro contraffatto messo in circolazione dalla rete criminale superava i 180.000 euro. Ma l’impatto reale va ben oltre il danno economico: la qualità elevata delle banconote e delle monete false rappresentava una minaccia concreta alla stabilità dei sistemi di pagamento e alla fiducia dei cittadini nella moneta.

L’operazione “Fake Value” si inserisce in un contesto più ampio di contrasto al cybercrimine e alla contraffazione, dimostrando come, oggi più che mai, la lotta al denaro falso passi attraverso l’analisi dei dati, la cooperazione internazionale e la capacità investigativa di unire strumenti digitali e indagini tradizionali.

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