6 Ottobre 2026, martedì
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Siciliano in cattedra: oltre 400mila euro per portare la lingua e la cultura dell’Isola nelle scuole

Un viaggio tra storia, letteratura e identità: il progetto finanziato dalla Regione fa discutere

La lingua siciliana entra ufficialmente nelle scuole con un finanziamento da 400mila euro stanziato dall’assessorato regionale alla Pubblica Istruzione, guidato da Mimmo Turano. L’iniziativa prevede 65 progetti dedicati alla valorizzazione del dialetto, spaziando dalla letteratura alla storia, fino agli aspetti più profondi della cultura isolana. Ma se da un lato la proposta punta a rafforzare il senso di appartenenza e identità dei giovani siciliani, dall’altro non mancano le polemiche.

Le opposizioni hanno infatti sollevato dubbi sull’opportunità di destinare una cifra così consistente a un’iniziativa che, a loro dire, guarda troppo al passato, distogliendo risorse da questioni più urgenti per la Sicilia. “Con tutti i problemi che ha la nostra regione, investire così tanto sulla promozione del dialetto non dovrebbe essere una priorità”, sostengono i critici del progetto.

L’assessore Turano, tuttavia, difende con convinzione la sua scelta: “Per troppo tempo abbiamo snobbato il nostro dialetto, quasi vergognandocene. Eppure, la lingua siciliana è un patrimonio di inestimabile valore, portatrice di cultura, storia e tradizioni millenarie. Non possiamo permettere che si perda: al contrario, dobbiamo insegnarla con orgoglio e rispetto”.

L’obiettivo dell’iniziativa, dunque, non è solo linguistico ma anche culturale: un tentativo di rafforzare le radici di una comunità che rischia di perdere pezzi importanti della propria identità. Il dibattito resta aperto: promuovere il siciliano, come per tutti i dialetti, nelle scuole è un investimento sulla cultura o una spesa superflua?

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