Un episodio che ha scosso la comunità religiosa di Assisi e non solo: alcune presunte reliquie di Carlo Acutis, il giovane beato recentemente proclamato santo, sono state messe in vendita su internet. La denuncia arriva direttamente dal vescovo di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino, che ha immediatamente avviato una richiesta di sequestro, sollevando il caso presso la Procura di Perugia. L’oggetto della controversia è una presunta ciocca di capelli del beato, che è stata offerta online per la cifra di 2.000 euro.
Le Relique di Acutis e la Truffa Possibile
Secondo quanto riportato dal vescovo, l’asta online per la reliquia è stata messa in piedi da un individuo anonimo, che ha utilizzato un nickname per vendere il presunto ciuffo di capelli di Carlo Acutis. Il vescovo ha chiarito che la Diocesi di Assisi non ha alcuna certezza sulla veridicità di tali reliquie e ha sottolineato che, nel caso in cui si trattasse di un inganno, si configurerebbe una truffa e un’ingiuria al sentimento religioso.
“Non sappiamo se le reliquie siano autentiche o meno, ma se si trattasse di un imbroglio, sarebbe una grave offesa non solo dal punto di vista legale, ma anche per la fede dei credenti”, ha dichiarato monsignor Sorrentino. Il vescovo ha chiarito che la Diocesi sta facendo il possibile per chiarire l’accaduto e tutelare la comunità religiosa.
Il Mercato delle Reliquie Online
Purtroppo, l’incidente che ha coinvolto la presunta reliquia di Acutis non è isolato. Il vescovo Sorrentino ha rivelato che, durante le indagini, sono emersi altri tentativi di mettere in vendita reliquie attribuite allo stesso Carlo Acutis e anche ad altri santi. “Su internet esiste un vero e proprio mercato delle reliquie, dove i prezzi sono esposti come in un listino – ha detto Sorrentino. – Un fenomeno inaccettabile.”
In particolare, il vescovo ha parlato di un “mercatino” virtuale dove si possono trovare reliquie di santi come San Francesco d’Assisi, con tanto di tariffe, che non solo violano il diritto canonico, ma offendono profondamente i valori religiosi. “Il diritto canonico non permette assolutamente il commercio di reliquie. Queste devono essere donate gratuitamente dalle Diocesi, con eventuali offerte destinate al santuario da cui provengono. Questo risale alla tradizione della Chiesa fin dai primi secoli”, ha ricordato monsignor Sorrentino.
La Storia di Carlo Acutis e la Sacralità delle Reliquie
La vicenda assume una gravità particolare se si pensa alla figura di Carlo Acutis, un giovane milanese che, nonostante la sua breve vita (scomparso a soli 15 anni a causa di una leucemia fulminante), è diventato un simbolo di fede cristiana per i giovani, e per il suo amore per la tecnologia, è stato anche definito il “patrono di internet”. Beatificato nel 2020, il suo corpo è attualmente custodito nel Santuario della Spogliazione ad Assisi, dove è diventato oggetto di venerazione per numerosi fedeli.
Il vescovo Sorrentino ha sottolineato che la vendita delle presunte reliquie rappresenta una “grande offesa al sentimento religioso”, in quanto Carlo Acutis, già venerato come esempio di santità, dovrebbe rimanere un modello di purezza e fede, non una merce di scambio.
Un Appello alla Morale e alla Legge
Nel concludere la sua denuncia, monsignor Sorrentino ha espresso il timore che dietro a questo mercato di reliquie possa esserci un’intenzione di lucro sfrenato, che minaccia la sacralità e la dignità dei santi. “A cosa può portare l’idolo denaro? – ha riflettuto il vescovo – Ho il timore che ci sia lo zampino di Satana.”
Il caso sta ora venendo esaminato dalla Procura di Perugia, che sta avviando accertamenti per chiarire la provenienza delle reliquie e per identificare gli eventuali responsabili di questo commercio illecito. L’incidente non solo ha suscitato una reazione di indignazione tra i fedeli, ma ha anche sollevato una riflessione sulla sacralità e sul rispetto delle tradizioni religiose, che non possono essere svendute come oggetti commerciali.
