Mosca ha reso noto che, a seguito dei colloqui tenuti a Riad, non è stata raggiunta una dichiarazione congiunta con gli Stati Uniti, imputando la mancata intesa alla posizione di Kiev. Vladimir Chizhov, primo vice capo del Comitato di difesa e sicurezza del Consiglio della Federazione Russa, ha spiegato l’impasse durante un’intervista al canale televisivo Rossiya-24, riportata da Interfax.
“Anche se le parti hanno trascorso 12 ore di negoziati e sono giunte a un accordo su un testo comune, la dichiarazione finale non è stata adottata a causa della posizione dell’Ucraina”, ha dichiarato Chizhov. Secondo il politico russo, questo episodio riflette chiaramente le difficoltà e la rigidità nelle trattative, un comportamento che considera tipico e sintomatico della situazione attuale.
La mancata adozione della dichiarazione congiunta sottolinea le persistenti frizioni tra le due potenze, con il conflitto ucraino che continua a essere un nodo centrale nelle relazioni internazionali. La Russia, che sta affrontando sanzioni e critiche internazionali per il suo ruolo nel conflitto, sembra dunque puntare il dito contro le posizioni di Kiev, ritenute ostative ai tentativi di mediazione. L’assenza di una dichiarazione congiunta si inserisce in un contesto di tensioni crescenti che continuano a caratterizzare le relazioni geopolitiche a livello globale.
