26 Luglio 2026, domenica
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Turchia, social nel mirino: X sospende gli account dell’opposizione

Censura digitale dopo l’arresto del sindaco di Istanbul

La piattaforma X, di proprietà di Elon Musk, ha sospeso numerosi account legati agli attivisti dell’opposizione in Turchia, proprio nel momento in cui il Paese è scosso da forti tensioni politiche. La decisione sembra derivare da disposizioni del tribunale, sollevando interrogativi sullo stato della libertà di espressione nel Paese.

La repressione digitale dopo l’arresto di Imamoglu

L’arresto di Ekrem Imamoglu, sindaco di Istanbul e principale sfidante del presidente Recep Tayyip Erdogan, ha acceso la miccia delle proteste. Il politico, leader del Partito Repubblicano del Popolo (CHP), è stato fermato poche ore prima di essere ufficialmente candidato alle prossime elezioni presidenziali. La sua detenzione ha scatenato una reazione immediata tra i suoi sostenitori, con manifestazioni che si sono concentrate soprattutto nei campus universitari.

Tuttavia, la protesta ha trovato un ostacolo imprevisto: X, la piattaforma social di Musk, ha oscurato diversi account di esponenti dell’opposizione e attivisti che diffondevano aggiornamenti e informazioni sui luoghi delle mobilitazioni. Secondo Politico, molti di questi account appartenevano a studenti e gruppi universitari impegnati nella protesta.

Censura selettiva e tribunali in azione

Gli account sospesi avevano un seguito considerevole, con decine di migliaia di follower. Alcuni risultano bloccati solo in Turchia, mentre restano accessibili nel resto del mondo. Tra questi, l’attivista Omer Faruk Aslan ha denunciato la sospensione del suo profilo dopo che alcuni suoi tweet avevano superato i sei milioni di visualizzazioni. Per aggirare il blocco, ha creato un secondo account.

Le sospensioni, secondo le leggi turche, potrebbero essere perfettamente legali. La normativa sui social media, introdotta nel 2022, concede al governo ampi poteri per rimuovere contenuti considerati pericolosi o destabilizzanti. Una misura che di fatto permette alle autorità di intervenire sulle piattaforme digitali senza troppe restrizioni.

Imamoglu sotto pressione: ore di interrogatorio

Nel frattempo, Imamoglu è stato sottoposto a un lungo interrogatorio da parte della polizia. In un primo momento, il sindaco ha dovuto rispondere alle accuse di corruzione, per poi affrontare un secondo interrogatorio, durato cinque ore, relativo a presunti legami con il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), considerato fuorilegge in Turchia. Il leader dell’opposizione ha respinto con fermezza tutte le accuse mosse nei suoi confronti.

La situazione in Turchia resta tesa. Mentre il governo rafforza il controllo sulla libertà di espressione online, il caso Imamoglu potrebbe diventare il simbolo di una battaglia più ampia per i diritti civili nel Paese.

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