8 Luglio 2026, mercoledì
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Giornata Tragica per il Lavoro in Sicilia: Cinque Morti in un Solo Giorno

Un tragico bilancio di vite spezzate in tre incidenti separati, con lavoratori che perdono la vita tra strade e cantieri. La Sicilia piange cinque vittime in un giorno solo.

Una giornata nera per il lavoro in Sicilia ha segnato il tragico bilancio di cinque morti in tre distinti incidenti che hanno scosso l’intera regione. A far emergere la gravità della situazione, l’incredibile coincidenza dei tragici eventi che si sono verificati in appena poche ore.

Il più drammatico si è verificato nel siracusano, dove tre braccianti agricoli hanno perso la vita in un terribile scontro tra veicoli sulla Statale 194, nel territorio di Carlentini, poco prima delle 14. Le vittime, tutti dipendenti di una ditta di Adrano (Catania) specializzata nella raccolta agrumicola, stavano facendo ritorno a casa dopo una giornata di lavoro in un campo di Francofonte. Salvatore Lanza, 60 anni, e Salvatore Pellegriti, 61 anni, sono deceduti sul colpo dopo l’impatto tra il van su cui viaggiavano e un furgone cassonato. Rosario Lucchese, 18 anni, il più giovane del gruppo, ha purtroppo perso la vita durante il trasporto in ospedale, nonostante i tentativi di soccorso. Il giovane, appena una settimana prima, aveva iniziato a lavorare con la ditta e aveva intrapreso il suo primo giorno di lavoro come bracciante.

Oltre alle tre vittime mortali, l’incidente ha provocato 8 feriti, quattro dei quali sono in gravi condizioni. Tra questi, i conducenti dei due mezzi coinvolti, trasportati d’urgenza agli ospedali di Catania, Lentini e Caltagirone. L’incidente ha sconvolto la comunità di Adrano, tanto che il sindaco Fabio Mancuso ha dichiarato il lutto cittadino. Anche le sedi Uila (Unione Italiana Lavoratori Agroalimentari) hanno esposto le bandiere a mezz’asta in segno di rispetto e cordoglio.

Sempre in provincia di Siracusa, un’altra tragedia ha colpito la città di Augusta. Un lavoratore di una ditta appaltatrice della Sonatrach Raffineria Italiana è stato trovato morto all’interno di uno spogliatoio, nel bagno del sito industriale. Immediatamente sono intervenuti i carabinieri, mentre la società ha dichiarato di essere a disposizione delle autorità per chiarire le cause dell’accaduto.

A Monreale, in provincia di Palermo, la tragedia ha colpito il mondo dell’edilizia. Antonino Alongi, 55 anni, è morto dopo una caduta dal primo piano di un edificio dove lavorava come operaio edile. Secondo le prime ricostruzioni, Alongi stava lavorando in un cantiere dove, secondo i sindacati, non erano rispettate le normative di sicurezza. La Fillea Cgil, che si è recata subito sul luogo dell’incidente, ha denunciato l’esistenza di un ampio fenomeno di lavoro nero e irregolare nella zona, con la presenza di cantieri avviati senza la necessaria denuncia di inizio lavori e senza le adeguate misure di protezione. La mancata presenza di un cartello che indicasse la ditta responsabile dei lavori, come previsto dalla legge, è solo uno degli indizi di gravi mancanze di sicurezza. La Fillea Cgil ha anche sottolineato che il lavoro edile nella zona sta diventando sempre più rischioso, con un allarmante aumento degli incidenti.

In questo contesto, la Filca Cisl ha denunciato che il territorio siciliano è uno dei più colpiti dalla tragedia degli incidenti sul lavoro, con oltre 6.000 casi registrati lo scorso anno. La continua insistenza su norme di sicurezza ignorate e su un panorama di lavoro precario sta creando un’emergenza che non può più essere ignorata.

Il triste bilancio dell’incidente di Carlentini, che ha coinvolto i tre braccianti agricoli, ha sollevato un’ondata di emozione e solidarietà. “A nome della nostra comunità democratica, esprimo il mio cordoglio alle famiglie delle vittime”, ha dichiarato la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. “Salvatore Lanza, Salvatore Pellegriti e Rosario Lucchese meritano di essere ricordati come vittime di una tragedia che deve spingerci a una riflessione seria e urgente sulle condizioni di lavoro nel nostro Paese.”

Questi incidenti mettono in luce una realtà tragica: il lavoro in Sicilia, in particolare quello in agricoltura e edilizia, è spesso teatro di condizioni di rischio estreme, a causa di una carenza di controlli, di una diffusa illegalità e di un’emergenza sociale che sembra non volersi arrestare. Una nuova mobilitazione è ormai necessaria per fermare la scia di morte che continua a segnare il mondo del lavoro in Sicilia e in Italia.

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