Un dramma familiare di proporzioni devastanti scuote Acerra: la piccola Giulia, di soli 4 anni, è stata sbranata dal pitbull di famiglia nella notte tra il 15 e il 16 febbraio. La tragedia si è consumata all’interno delle mura domestiche, in un luogo che avrebbe dovuto essere il rifugio più sicuro per ogni bambino. Ora la Procura di Nola cerca risposte: tra le prove acquisite dagli inquirenti, anche il cellulare del padre della bambina, Vincenzo Loffredo, 24 anni, per far luce su ogni dettaglio ancora oscuro.
Secondo la ricostruzione fornita dallo stesso Loffredo, la piccola dormiva sul lettone quando è stata brutalmente aggredita dal cane. Lui stesso avrebbe trovato Giulia riversa a terra, in una pozza di sangue, accanto al letto dove si era addormentato poco prima. Senza perdere tempo, l’ha caricata in auto e ha guidato disperatamente verso l’ospedale, contattando il pronto soccorso lungo il tragitto per ricevere indicazioni su una struttura aperta. Purtroppo, ogni tentativo di salvarla è stato vano.
Ma i dubbi restano. Il sequestro del cellulare del giovane padre mira proprio a chiarire i punti ancora oscuri della vicenda: gli inquirenti vogliono ricostruire con esattezza i movimenti di Loffredo nelle ore cruciali e verificare se durante il presunto momento di sonno abbia effettivamente utilizzato il telefono. Ogni chiamata, messaggio o geolocalizzazione potrebbe fornire elementi decisivi per definire i contorni di questa tragedia.
Intanto, la Scientifica ha passato al setaccio l’abitazione per oltre otto ore e mezza, alla ricerca di tracce ematiche riconducibili alla piccola o al cane. Un lavoro meticoloso, complicato anche dal fatto che, secondo quanto dichiarato da Loffredo al suo legale, alcuni familiari avrebbero ripulito la scena subito dopo l’aggressione. Un dettaglio che solleva interrogativi sulla possibilità di un inquinamento delle prove e che ha spinto il 24enne a chiedere di essere ascoltato dal pubblico ministero per chiarire ogni eventuale dubbio sul proprio coinvolgimento.
Il paese è sotto shock. Acerra piange la piccola Giulia, mentre le indagini proseguono senza sosta per ricostruire fino in fondo la verità su una notte che resterà impressa come una ferita profonda nel cuore della comunità.
