A più di trent’anni dal disastro del Moby Prince, la Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Firenze ha presentato richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla strage avvenuta il 10 aprile 1991 al largo del porto di Livorno. Quella notte, il traghetto della Navarma entrò in collisione con la petroliera Agip Abruzzo, provocando un incendio devastante che causò la morte di 140 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio.
L’annuncio è stato dato dal procuratore di Livorno, Maurizio Agnello, durante la sua audizione davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sulla tragedia. L’audizione ha fatto seguito a quella del procuratore di Firenze, Filippo Spiezia, che si è svolta a porte chiuse.
La decisione della Dda di Firenze giunge dopo anni di indagini volte a chiarire i numerosi interrogativi rimasti senza risposta. Tuttavia, secondo gli inquirenti, non sarebbero emersi elementi tali da giustificare ulteriori sviluppi investigativi.
Il caso del Moby Prince ha rappresentato una delle più grandi tragedie della navigazione civile italiana, accompagnata da decenni di battaglie legali e richieste di giustizia da parte delle famiglie delle vittime. Nonostante la richiesta di archiviazione, il dibattito su eventuali responsabilità e dinamiche ancora oscure della sciagura resta aperto.
