9 Maggio 2026, sabato
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ONU approva risoluzione contro Mosca: richiesto ritiro delle truppe russe. Trump ipotizza una fine rapida della guerra

A tre anni dall’invasione russa, l’Onu chiede il ritiro delle truppe di Mosca dall’Ucraina, mentre i leader occidentali ribadiscono il loro sostegno a Kiev. Trump propone un incontro con Zelensky e Putin, suggerendo che la guerra potrebbe terminare in poche settimane.

Il 24 febbraio 2025 segna il terzo anniversario dell’inizio della brutale invasione russa in Ucraina. A tre anni dall’annuncio di quella che Mosca definì “operazione militare speciale” contro Kiev, la situazione rimane ancora drammaticamente in stallo. In questa giornata cruciale, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione storica che chiede il ritiro immediato delle truppe russe dall’Ucraina e ribadisce il sostegno internazionale per l’integrità territoriale del paese. La risoluzione, che promuove l’idea di una “pace giusta e duratura”, è stata accolta con favore da gran parte della comunità internazionale, ma ha visto l’astensione degli Stati Uniti, un gesto che ha suscitato alcune preoccupazioni tra i diplomatici.

Nel contesto di questo sviluppo, l’ex presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato di voler incontrare presto sia il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che il leader russo Vladimir Putin. “Credo che la guerra possa finire in poche settimane”, ha affermato Trump, sollevando il dibattito su una possibile soluzione diplomatica al conflitto. Le sue parole hanno suscitato scetticismo tra molti osservatori, che rimangono dubbiosi sulla possibilità di un accordo rapido date le complesse dinamiche geopolitiche in gioco.

Nel frattempo, i leader dell’Unione Europea sono giunti a Kiev per esprimere il loro continuo sostegno all’Ucraina. Il presidente francese Emmanuel Macron ha elogiato il coraggio del popolo ucraino e ha dichiarato che Kiev deve essere coinvolta attivamente nei futuri colloqui di pace. Allo stesso tempo, il presidente italiano Sergio Mattarella ha riaffermato il sostegno incrollabile dell’Italia a Kiev, ricordando che il paese rimarrà sempre al fianco dell’Ucraina nella sua lotta contro l’aggressione russa.

Dal lato russo, le dichiarazioni del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, hanno tracciato un quadro più cupo delle prospettive di dialogo con l’Occidente. Peskov ha ribadito che non ci sono le condizioni per una ripresa del dialogo con l’Unione Europea, accusando l’Europa di proseguire con una politica di sanzioni che, secondo Mosca, impedisce qualsiasi possibilità di pace. “Gli europei, a differenza degli Stati Uniti, continuano a percorrere la strada delle sanzioni e della convinzione che la guerra debba proseguire”, ha sottolineato.

La giornata del 24 febbraio segna dunque una continua divisione tra le potenze occidentali, che sostengono l’Ucraina, e la Russia, che rimane determinata a perseguire i suoi obiettivi. La risoluzione dell’Onu è un ulteriore passo verso il consolidamento della comunità internazionale a sostegno di Kiev, ma l’incertezza sul futuro del conflitto resta palpabile. Mentre l’Ucraina celebra il suo coraggio e la sua resistenza, la strada verso una pace duratura sembra ancora molto lontana.

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