6 Ottobre 2026, martedì
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Il Cremlino chiude le porte al dialogo con l’Ue: “Nessuna base per negoziare”

Il portavoce Peskov accusa l'Europa di insistere nelle sanzioni e di non voler fermare la guerra, a differenza degli Stati Uniti.

Il 24 febbraio del 2022, la Russia ha scatenato l’invasione dell’Ucraina, definendola una “operazione militare speciale”. A più di due anni di distanza, la situazione rimane tesa e senza segni di distensione, tanto che il Cremlino ha dichiarato di non vedere “le condizioni” per avviare un dialogo con l’Unione Europea. Le parole che arrivano da Mosca non lasciano spazio a interpretazioni: il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha sottolineato come l’Europa non stia percorrendo la strada della diplomazia, ma anzi, continui a insistere su una politica di sanzioni che, a suo avviso, alimenta il conflitto.

Secondo Peskov, la posizione dell’Unione Europea è diametralmente opposta a quella degli Stati Uniti, con i primi che non sembrano disposti a trovare una via d’uscita dalla guerra. “Gli europei – ha dichiarato Peskov – continuano sulla strada delle sanzioni e della convinzione che sia necessario proseguire nella guerra”. Una posizione che, secondo Mosca, sarebbe in totale contrasto con la volontà di giungere a una soluzione negoziata.

Il portavoce del Cremlino ha poi fatto riferimento al dialogo che Mosca avrebbe avuto con gli Stati Uniti, suggerendo che Washington avrebbe una visione più pragmatica rispetto a quella europea. A tale proposito, Peskov ha affermato che gli Stati Uniti sarebbero più inclini a discutere, mentre l’Europa sembra determinata a non rivedere la sua posizione. Per il Cremlino, dunque, non ci sarebbero margini per una ripresa delle trattative con Bruxelles finché persisterà questa postura.

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