6 Ottobre 2026, martedì
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Api in Pericolo: La Lombardia deve agire subito per salvare l’apicoltura

Paola Pollini (M5S) lancia l’allarme: “Più ristori, tutela della biodiversità e strategie innovative contro la crisi del settore”

L’apicoltura lombarda, eccellenza riconosciuta per la qualità dei suoi prodotti e pilastro fondamentale della biodiversità, sta attraversando una crisi senza precedenti. A lanciare l’allarme è la Consigliera regionale Paola Pollini (M5S), che, dopo una serie di audizioni in Commissione Agricoltura con le associazioni di categoria, ha presentato un’interrogazione chiedendo maggiori aiuti per gli apicoltori.

“La situazione è drammatica”, denuncia Pollini. “Le api non sono solo produttrici di miele, ma vere e proprie sentinelle dell’ambiente e protagoniste di un equilibrio naturale che sostiene l’agricoltura e la biodiversità. In Europa, infatti, l’84% delle specie vegetali e il 76% della produzione alimentare dipendono dall’impollinazione svolta dalle api domestiche e selvatiche”.

Un settore sotto attacco: cambiamenti climatici, pesticidi e predatori esotici

Il cambiamento climatico è tra i principali responsabili della crisi apistica. Dall’aumento delle temperature agli eventi climatici estremi, gli effetti sono stati devastanti. Dal 2022, l’innalzamento termico ha favorito l’arrivo della Vespa Velutina, predatrice asiatica che sta decimando le colonie di api italiane. “Serve un piano di contenimento serio e investimenti nella ricerca scientifica per contrastare questa minaccia”, sottolinea la Consigliera.

Ma non è solo il clima a mettere in ginocchio gli apicoltori. L’uso massiccio di pesticidi, la riduzione delle superfici di pascolo e la diminuzione delle varietà botaniche stanno impoverendo l’habitat naturale delle api. A ciò si aggiungono malattie sempre più diffuse e l’arrivo di parassiti esotici che minacciano la sopravvivenza degli alveari.

Ristori insufficienti e strategie innovative ancora lontane

Attualmente, la Regione Lombardia ha stanziato appena un milione e mezzo di euro per sostenere il settore, una cifra irrisoria se si considera che nella regione operano 5.981 apicoltori con un patrimonio di oltre 156.000 alveari. “Questo supporto non basta”, afferma Pollini. “Servono ristori adeguati e investimenti strutturali per garantire la sopravvivenza del comparto”.

La Consigliera rilancia anche la necessità di promuovere buone pratiche apistiche: “Gli apicoltori chiedono più stazioni di riproduzione controllata per allevare fuchi sani e selezionati, capaci di generare colonie più resistenti alle minacce ambientali e biologiche”.

Un mercato dalle enormi potenzialità, ma minato dalla concorrenza estera

L’Italia oggi importa tanto miele quanto ne produce, lasciando ampi margini di crescita per il settore. Tuttavia, il mercato è instabile e soggetto a speculazioni, anche a causa dell’ingresso di mieli di bassa qualità provenienti da Paesi extra UE. “Questi prodotti spesso adulterati distorcono il mercato e penalizzano la produzione locale”, denuncia Pollini.

L’interrogazione depositata punta a sensibilizzare la Regione Lombardia su queste criticità, chiedendo interventi immediati e strategie di lungo periodo. “L’apicoltura è un settore cruciale, non solo per l’economia, ma per la salvaguardia dell’ambiente. Non possiamo permetterci di perderlo”, conclude la Consigliera del M5S.

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