6 Ottobre 2026, martedì
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Ucraina sotto assedio nel giorno della memoria: Bruxelles accusa Mosca, il Cremlino rilancia

Nel terzo anniversario dell’invasione russa, i leader europei si schierano al fianco di Kiev. Peskov attacca l'Ue: "Proseguono sulla strada delle sanzioni, non cercano una vera soluzione"

Kiev si risveglia sotto l’ombra delle sirene antiaeree proprio nel giorno in cui l’Europa rinnova il suo sostegno all’Ucraina. Nel terzo anniversario dell’invasione russa, i vertici delle istituzioni europee si sono riuniti nella capitale ucraina per ribadire la loro vicinanza a un Paese ancora stretto nella morsa della guerra. Ma mentre si susseguivano i gesti simbolici di solidarietà, il suono minaccioso dell’allerta aerea ha riportato tutti alla dura realtà del conflitto, segnalando il rischio di un nuovo attacco missilistico russo.

La dichiarazione congiunta firmata dai leader dell’Ue non ha lasciato spazio a interpretazioni: Vladimir Putin viene indicato come “l’unico responsabile del conflitto” e si invoca la necessità che il presidente russo “risponda dei crimini commessi”. Parole dure, pronunciate con fermezza, che segnano ancora una volta la distanza abissale tra Mosca e Bruxelles.

Ma il Cremlino non resta in silenzio. Dmitriy Peskov, portavoce del governo russo, ribatte con forza alle accuse, puntando il dito contro l’Unione Europea. “Gli europei, a differenza degli Stati Uniti, insistono nel percorrere la strada delle sanzioni e nel sostenere la prosecuzione del conflitto”, ha dichiarato Peskov. “Questa posizione è diametralmente opposta a qualsiasi volontà di cercare una soluzione pacifica, cosa che invece stiamo esplorando con Washington”, ha aggiunto, cercando di spostare l’attenzione su presunte aperture diplomatiche con gli Stati Uniti.

L’eco delle sue parole però rimbalza in un contesto internazionale ancora intriso di diffidenza e tensioni. Dal 24 febbraio 2022, data d’inizio di quella che Mosca ha definito una “operazione militare speciale”, l’Ucraina vive sotto l’assedio di una guerra che ha stravolto confini politici, relazioni diplomatiche e la vita di milioni di persone. E se da un lato l’Europa mostra unità e determinazione nel sostenere Kiev, dall’altro il Cremlino continua la sua battaglia su più fronti, tra dichiarazioni infuocate e manovre strategiche.

A tre anni dall’inizio dell’invasione, il panorama rimane incerto. L’Europa alza la voce contro Mosca, mentre il Cremlino prova a spostare le colpe e a indebolire l’asse transatlantico. E intanto, sotto le sirene che risuonano su Kiev, gli ucraini continuano a resistere.

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