2 Agosto 2026, domenica
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“Wild Thing” Sequestrata dalla Guardia di Finanza: Accusa di Evasione IVA su Importazione da 600 Mila Euro

Il famoso yacht da regata, protagonista di numerosi successi internazionali, è al centro di un contenzioso legale che rischia di compromettere la sua partecipazione a eventi prestigiosi.

La celebre imbarcazione da regata “Wild Thing”, una delle più iconiche nel panorama mondiale, è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza di Trieste, su ordine della Procura Europea della Repubblica di Venezia (Eppo). Il motivo? Un’accusa di evasione IVA all’importazione, che riguarda un importo pari a 600 mila euro. Il sequestro è stato eseguito lo scorso 5 febbraio, mentre la barca, lunga 100 piedi, si trovava al Marina Monfalcone per i consueti lavori di manutenzione, in preparazione per la nuova stagione di regate.

“Wild Thing”, che ha trionfato in numerosi eventi internazionali di prestigio, tra cui la storica Barcolana di Trieste per ben tre volte, è di proprietà della società australiana BC39. Questo provvedimento ha suscitato stupore e preoccupazione nel mondo della vela, soprattutto considerando la notorietà della barca e la sua partecipazione a competizioni di alto livello, tra cui la regata di Portofino e la Viareggio-Bastia-Viareggio, dove la sua presenza era già stata annunciata.

Il velista Furio Benussi, che ha accompagnato la “Wild Thing” in molte delle sue vittorie, ha espresso il suo disappunto riguardo l’accaduto, dichiarando la sua estraneità ai fatti. In un video pubblicato sui social, Benussi aveva annunciato che la barca sarebbe stata pronta a tornare in acqua nei primi giorni di aprile, ma ora il futuro della sua partecipazione a queste regate è incerto. L’avvocato difensore di Benussi, Piero Fornasaro de Manzini, ha spiegato che l’accusa riguarda il presunto mancato pagamento dell’IVA al momento dell’ingresso dell’imbarcazione nelle acque comunitarie, o successivamente, quando è sorto l’obbligo tributario.

La difesa ha definito il caso particolarmente complesso, un “groviglio giuridico”, per via della situazione unica in cui si trova la “Wild Thing”. Nel 2014, infatti, la barca era naufragata e successivamente abbandonata come relitto in un cantiere sull’isola di Minorca. Tuttavia, dopo essere stata recuperata, la “Wild Thing” è stata rimessa in navigazione e ha continuato a partecipare a competizioni internazionali di rilievo, nonostante il passato tormentato.

Ora la difesa prepara un ricorso per contestare il sequestro e risolvere la questione legale legata al pagamento dell’IVA. In attesa degli sviluppi legali, l’incertezza su un ritorno in acqua della leggendaria imbarcazione rischia di minare non solo la sua carriera nelle regate future, ma anche l’immagine di uno dei più affermati yacht da competizione.

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