Nella notte tra l’8 e il 9 maggio 2024, la stazione Lambrate di Milano è stata teatro di un drammatico episodio di violenza. Hasan Hamis, un 37enne di origine marocchina, è stato condannato a 12 anni e 2 mesi di reclusione per aver tentato di uccidere il vice ispettore della polizia di Stato, Christian Di Martino.
L’aggressione è avvenuta mentre il poliziotto interveniva per fermare il lancio di pietre contro i treni in corsa. Hamis ha accoltellato Di Martino tre volte al torace e all’addome, lasciandolo in condizioni critiche. Il vice ispettore, cognato del terzino dell’Inter Federico Di Marco, è stato ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano e dimesso dopo 20 giorni.
La sentenza, emessa al termine di un processo con rito abbreviato, prevede anche un risarcimento di 150mila euro e l’espulsione di Hamis dall’Italia una volta scontata la pena. Tuttavia, l’avvocato del poliziotto, Massimo del Confetto, ha espresso insoddisfazione per la mancanza di tutela patrimoniale per gli agenti feriti in servizio, sottolineando che Di Martino dovrà convivere con un solo rene per il resto della vita.
Questo tragico evento mette in luce i rischi quotidiani affrontati dalle forze dell’ordine e solleva interrogativi sulla protezione e il supporto offerti a chi mette a rischio la propria vita per garantire la sicurezza pubblica.
