Un’inquietante vicenda ha preso piede nel cuore di Roma, dove otto giovani donne, tutte dipendenti di alcuni strip club nel centro della capitale, sono finiti nel mirino delle autorità. Le ragazze sono accusate di circonvenzione di incapace nei confronti di Mario Buscemi, generale e consigliere militare a Palazzo Chigi negli anni Novanta, recentemente deceduto a 88 anni. Secondo quanto emerso dalle indagini, le giovani avrebbero manipolato il generale per ottenere regali e denaro, accumulando un valore di circa 300mila euro.
La denuncia, presentata dai figli del generale nell’agosto scorso, ha svelato una trama di seduzioni e regali che si sarebbe sviluppata in vari anni. Le otto donne, tutte spogliarelliste, avrebbero ottenuto dai favori del generale, non solo gioielli, vacanze e trattamenti estetici, ma anche beni più costosi, tra cui una casa. Le comunicazioni tra il generale e le indagate, infatti, rivelano come il militare, convinto dalla loro supplica, abbia acconsentito a svariate richieste economiche. Una delle conversazioni più eclatanti include una delle ragazze che chiede al generale “Mi dai 2mila euro?” o ancora “Avrei bisogno di un bel viaggio”, a cui lui risponde positivamente.
Ma non è finita qui. Le stesse indagate, dopo aver ricevuto i regali, avrebbero ordinato al generale di cancellare ogni traccia di conversazione. Un ordine che però non è mai stato eseguito, e ciò ha permesso agli inquirenti di ricostruire la vicenda grazie ai messaggi salvati.
In alcuni di questi scambi, inoltre, emergono anche dinamiche di rivalità tra le ragazze, che cercavano di screditare le altre agli occhi di Buscemi, accusandole di essere malintenzionate o approfittatrici. In una di queste conversazioni, il generale stesso sembrerebbe essere consapevole del raggiro, come si evince da un suo messaggio ad una delle ragazze, nel quale ricorda come in passato, all’inizio, fosse stata richiesta una piccola somma di denaro per “la legna per riscaldare tua nonna” e come si fosse arrivati a 40mila euro.
L’indagine ora si concentra sulla lucidità mentale del generale al momento dei regali. Gli investigatori dovranno determinare se Buscemi fosse in grado di prendere decisioni consapevoli o se fosse stato davvero manipolato dalla truffaldina corte delle spogliarelliste. Tuttavia, resta il dato di fatto che quei regali abbiano comportato una spesa ingente, pari a circa 300mila euro.
