2 Ottobre 2026, venerdì
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Stati Uniti accusano la Cina di attacco informatico al Dipartimento del Tesoro: Pechino respinge le accuse

L’incidente alimenta nuove tensioni tra le due superpotenze, con Washington che accusa Pechino di spionaggio informatico. Il governo cinese nega fermamente le accuse e ribadisce il suo impegno contro gli attacchi hacker.

A cura di Ella Ayoub

Il caso solleva nuove tensioni tra le due potenze mondiali.

La Cina ha fermamente respinto le accuse degli Stati Uniti di essere responsabili di un attacco informatico contro il Dipartimento del Tesoro americano, avvenuto all’inizio di dicembre. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha dichiarato che le affermazioni di Washington sono “infondate e prive di prova concreta”. Mao ha ribadito la posizione del governo cinese, sostenendo che Pechino “si è sempre opposta a ogni forma di attacco hacker”.

L’attacco in questione è consentito agli hacker di accedere alle postazioni di lavoro di diversi dipendenti governativi, oltre che a documenti non classificati. Secondo le autorità statunitensi, l’operazione avrebbe avuto finalità di spionaggio, escludendo però il tentativo di installare malware nei sistemi. Il Dipartimento del Tesoro è stato informato della violazione l’8 dicembre dalla società BeyondTrust, specializzata in sicurezza informatica.

Le indagini preliminari indicano che l’attacco sarebbe stato perpetrato da un gruppo Advanced Persistent Threat (APT) sponsorizzato dallo stato cinese. Gli APT sono noti per le loro sofisticate capacità di infiltrazione e per le operazioni mirate a lungo termine. Nonostante l’attribuzione provvisoria, il Dipartimento del Tesoro ha sottolineato che l’analisi di questa tipologia richiede spesso tempi lunghi e valutazioni approfondite.

L’episodio si inserisce in un contesto di crescente tensione tra Stati Uniti e Cina, soprattutto nel settore tecnologico e della sicurezza informatica. All’inizio dell’anno, la Cina è stata accusata di aver violato gli account di posta elettronica del Segretario al Commercio Gina Raimondo, proprio mentre il governo statunitense stava decidendo nuovi controlli sulle esportazioni di semiconduttori avanzati.

Negli ultimi mesi, inoltre, il gruppo di intelligence cinese noto come Salt Typhoon è stato associato a intrusioni nei sistemi di almeno nove aziende di telecomunicazioni statunitensi. Questo tipo di operazioni mette in luce le strategie cinesi volte a ottenere un vantaggio competitivo e strategico nelle tecnologie di comunicazione avanzata.

Il Dipartimento del Tesoro, oltre a gestire la risposta tecnica alla violazione, è anche incaricato di applicare eventuali sanzioni contro aziende o individui cinesi coinvolti. L’accusa di spionaggio informatico potrebbe quindi intensificare le pressioni economiche e politiche nei confronti di Pechino, rafforzando le già numerose restrizioni commerciali e tecnologiche.

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