A cura di Ella Ayoub
In un’intervista, il Presidente del Senato Ignazio La Russa ha parlato del governo Meloni, delle critiche di Matteo Renzi, e dei grandi temi politici e sociali dell’Italia. Con toni diretti e qualche battuta, La Russa ha difeso il lavoro del governo, ha risposto alle accuse e condiviso le sue opinioni su vari temi.
Matteo Renzi ha recentemente attaccato La Russa definendolo “anziano”. La risposta del Presidente del Senato non si è fatta attendere: “Auguro a Renzi di crescere prima di arrivare alla mia età. Io, con il tempo, sono migliorati. Lui, invece, sembra peggiorare.” Secondo La Russa, l’attacco di Renzi è nato perché il suo intervento in Aula, che riguardava la questione dei compensi dei parlamentari all’estero, non aveva suscitato interesse tra i senatori: “Parlava di un argomento noioso. Nessuno lo ascoltava e si sarà indispettito.” Sulla scelta di Renzi di chiamarlo “camerata”, La Russa ha risposto con tranquillità: “Poteva chiamarmi anche compagno, non mi avrebbe fatto differenza. Però, in Aula, avrebbe dovuto usare il termine Presidente. Lo perdoniamo anche per questo.”
Ignazio La Russa ha parole di grande stima per Giorgia Meloni e il suo lavoro come premier, definendola una leader di livello internazionale: “Meloni è la Messi della politica. È competente, credibile e, rispetto ad altri leader europei, emerge come una gigante.” Per La Russa, la stabilità e la credibilità internazionale sono i punti forti del governo: “Dopo Berlusconi, è stata Meloni a riportare l’Italia ai tavoli internazionali con un ruolo di primo piano”.
Sull’assoluzione di Matteo Salvini, La Russa vede un segnale positivo nella magistratura italiana: “Dimostra che, anche se esistono alcuni magistrati condizionati da idee politiche, la maggioranza giudica con equilibrio e corregge eventuali errori.” Per quanto riguarda le riforme, La Russa ritiene che sia più urgente cambiare il funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) che separare le carriere dei magistrati: “Il sorteggio dei membri del CSM eliminerebbe il potere delle correnti interne, che causano più danni rispetto alla politica”.
Rivestire la seconda carica dello Stato è per La Russa un onore, ma richiede anche moderazione: “Quando dirigo l’Aula, sono imparziale. Fuori dal ruolo istituzionale, mi trattengo comunque, anche se non sarei obbligato.” Nonostante il prestigio del ruolo, confessa che si divertiva di più quando era capogruppo o ministro della Difesa.
La Russa esprimendo forte preoccupazione per il crescente antisemitismo, che oggi definisce più subdolo: “È un antisemitismo legato a ideologie politiche e culturali, più difficile da combattere rispetto a quello passato. Ho parlato spesso con la mia amica Segre, con Meghnagi, presidente della comunità ebraica di Milano, e con gli esponenti della comunità romana, con i quali ho un buon rapporto.”
Sul tema del sistema carcerario, La Russa sottolinea che il carcere deve avere due funzioni: quella educativa e quella punitiva. Se il sistema penale non riesce a svolgere queste funzioni, ritiene che amnistie e indulti possano essere giustificati. “Ma se riusciamo a riformare il sistema, non avremo bisogno di amnistie o indulti.”
Riguardo alla situazione politica in Italia, La Russa ritiene che l’Italia stia attraversando una fase positiva, a differenza di molte altre grandi nazioni.
