7 Ottobre 2026, mercoledì
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L’Unione Europea verso un’economia circolare al 100% entro il 2050

Entro il 2050, l'Unione Europea si prefigge di realizzare un'economia completamente circolare

A cura di Ada Sardilli

Questo obiettivo ambizioso prevede la riduzione dei rifiuti, l’estensione del ciclo di vita dei prodotti e un uso più responsabile delle risorse. L’economia circolare rappresenta una delle soluzioni più efficaci per affrontare le emergenze ambientali, ridurre le emissioni di CO2 e promuovere la sostenibilità. Non solo una necessità ecologica, ma anche una straordinaria opportunità economica, che favorisce l’innovazione, la creazione di posti di lavoro e la resilienza economica.

Il Green Deal europeo è il piano strategico che guida questa trasformazione, con l’obiettivo di rendere l’Europa il primo continente climaticamente neutrale. Al centro di questo piano c’è l’economia circolare, che si fonda su principi come condivisione, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo. L’intento è prolungare la vita utile dei prodotti e ridurre al minimo la produzione di rifiuti. La Commissione Europea ha adottato misure strategiche per promuovere questo modello e favorire una transizione verso una società più sostenibile.

L’Europa ha già intrapreso un cammino importante attraverso il Piano d’azione per l’economia circolare, che promuove il design sostenibile dei prodotti, riduce i rifiuti e supporta lo sviluppo di tecnologie ecologiche. Tra le misure più rilevanti ci sono l’eco-progettazione, che favorisce l’uso di materiali più durevoli e riciclabili, e la riduzione degli imballaggi non riciclabili. Inoltre, l’UE sta incentivando l’uso di plastiche biodegradabili e il miglioramento del design degli imballaggi, in modo da agevolare il riciclo e il riutilizzo.

Le politiche europee continuano a concentrarsi anche sulla gestione dei rifiuti, con una particolare attenzione ai rifiuti tessili e alimentari, settori ad alto impatto ambientale. Un altro passo significativo è stato fatto con la creazione di un sistema di certificazione per il sequestro del carbonio, che aiuterà a migliorare la misurazione delle azioni che contribuiscono alla riduzione delle emissioni di CO2.

Anche le aziende stanno giocando un ruolo fondamentale in questa trasformazione. In Italia, Iren è uno degli esempi più significativi di come un’impresa possa contribuire all’economia circolare. Il gruppo gestisce diversi impianti dedicati al recupero e al riciclo dei rifiuti, come Circular Plastic , uno dei maggiori impianti in Italia per la selezione e lo stoccaggio dei rifiuti plastici. Questo impianto è in grado di separare la plastica per tipo di polimero e colore, riciclando circa l’80% del materiale in ingresso.

Ebbene, anche l’impianto ReCap di Iren, situato a Parma, è un altro esempio virtuoso di economia circolare. Ogni anno, l’impianto lavora e recupera tonnellate di plastica, carta e cartone provenienti dalla raccolta differenziata, producendo energia attraverso il trattamento dei rifiuti. Inoltre, Iren sta investendo anche nella produzione di biometano : il suo impianto a Gavassa (Reggio Emilia) trasforma la frazione organica dei rifiuti urbani in biometano, una fonte di energia rinnovabile.

Il piano industriale 2030 di Iren prevede investimenti per 8,2 miliardi di euro , di cui oltre il 70% saranno destinati a progetti che sostengono l’economia circolare, la transizione energetica e la gestione sostenibile delle risorse idriche. Una parte significativa di questi investimenti riguarderà lo sviluppo di impianti innovativi per il trattamento dei rifiuti, mentre un’altra sarà all’espansione della raccolta differenziata e al miglioramento dei servizi per i cittadini.

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