Le indagini hanno portato alla disposizione di perquisizioni in diverse località italiane, in particolare a Catanzaro, Brianza, Lecco, Milano, Como, Bari, Barletta-Andria, Pistoia, Salerno e Rovigo.
Secondo le accuse, i ragazzi avrebbero utilizzato Telegram per diffondere ideologie neonaziste e fasciste, propugnando la superiorità della razza bianca e incitando all’odio razziale nei confronti degli ebrei. Inoltre, avrebbero stimolato la commissione di atti di violenza motivati da discriminazioni etniche e razziali. I gruppi e i canali coinvolti, come “Tricolore del sangue italico”, “Ordine attivo terzista”, “Spirito fascista”, “Rinascita popolare italiana” e “Sangue e suolo”, sono stati identificati come luoghi di propagazione di tali ideologie.
Durante le perquisizioni, sono stati rinvenuti simboli neonazisti, bandiere e copie del libro Mein Kampf di Adolf Hitler, oltre a tirapugni. Le indagini, condotte dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica, si sono svolte tra dicembre 2023 e settembre 2024, con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e l’analisi delle conversazioni sui social media.
