Queste banche non si concentrano solo sul merito creditizio, ma tengono conto anche di valori socio-ambientali, cercando di contribuire al bene comune. Nel 2022, i dati mostrano un aumento significativo delle loro attività, prestiti e depositi, con i numeri che parlano chiaro: gli attivi sono cresciuti del 54,5% dal 2018, i crediti erogati sono aumentati del 45% ei depositi sono più che raddoppiati.
Secondo Leonardo Becchetti , professore di Economia politica, le banche etiche sono riuscite a dimostrare che è possibile coniugare etica e valore economico. Il loro modello prevede che ogni prestito dato sia visto come una “votazione”, come un atto che guarda al bene collettivo. Per queste banche, gli investimenti vengono fatti solo in iniziative che hanno un impatto positivo sulla società e sull’ambiente.
I numeri parlano chiaro: nel confronto tra le banche etiche e le banche tradizionali, quelle etiche risultano molto più concentrate sull’economia reale. Infatti, il 70% delle attività delle banche etiche è destinato a prestiti per famiglie e imprese, mentre solo il 51,6% delle banche tradizionali è dedicato agli stessi scopi. Le banche etiche investono di più in progetti che aiutano le persone e l’ambiente, mentre le banche tradizionali preferiscono investimenti più sicuri, come i titoli di Stato, o più rischiosi e speculativi.
Il rischio, ovviamente, è maggiore per le banche etiche: il loro livello di rischio (Rwa) è infatti più alto rispetto alle banche tradizionali. Tuttavia, questa scelta ha portato ad una maggiore solidità patrimoniale, con un Tier 1 ratio (indice di solidità) che è del 23,32% contro il 17,23% delle grandi banche tradizionali.
Un altro dato importante riguarda la gestione dei crediti deteriorati (Npl). Le banche etiche hanno una percentuale maggiore di crediti problematici (5,78% rispetto al 3,53% delle banche tradizionali). Tuttavia, invece di vendere i crediti deteriorati, come fanno molte banche tradizionali, le banche etiche preferiscono aiutare i clienti in difficoltà con soluzioni personalizzate, spesso lavorando direttamente con loro.
Ebbene, nonostante questo, la solidità delle banche etiche rimane elevata. Infatti, la loro redditività è stabile nel tempo, senza subire le gravi perdite che invece hanno caratterizzato le banche tradizionali durante la crisi finanziaria del 2007-2008.
Le banche etiche hanno un modello operativo che costa di più rispetto alle banche tradizionali, con un rapporto tra costi operativi e ricavi (Cir) pari al 65,74% , rispetto al 52,6% delle banche tradizionali. Questo costo maggiore deriva dal fatto che queste banche investono più tempo e risorse nelle persone, nei processi di valutazione e nell’analisi approfondita degli aspetti sociali e ambientali dei progetti. Tuttavia, questo maggiore impegno porta un valore aggiunto per la società e l’ambiente.
Le banche etiche stanno dimostrando che è possibile fare impresa in modo sostenibile, senza sacrificare la solidità finanziaria e con un forte impegno verso l’economia reale. Sebbene il loro modello sia più costoso rispetto a quello delle banche tradizionali, le loro performance dimostrano che investire nel bene comune e nell’ambiente può portare una crescita positiva e stabile. In un mondo che sta diventando sempre più sensibile alle problematiche sociali e ambientali, queste banche stanno guadagnando sempre più attenzione e riconoscimento in Europa.
Ella Ayoub
