A cura di Ionela Polinciuc
Le elezioni presidenziali statunitensi del 2024 stanno volgendo al termine e i risultati sembrano delineare una vittoria del candidato repubblicano ed ex presidente Donald Trump. Con tutti gli stati ormai chiusi al voto e lo spoglio in corso, Trump ha già conquistato alcuni degli stati in bilico più significativi e mantiene un ampio vantaggio negli altri, rendendo sempre più plausibile il suo ritorno alla Casa Bianca. Vediamo nel dettaglio la situazione attuale nei principali stati contesi e il significato di questi risultati per il futuro della politica americana.
In North Carolina, stato che assegna 16 grandi elettori, Trump è stato dichiarato vincitore con il 50,7% dei voti, contro il 48,5% della sua avversaria democratica Kamala Harris. Nonostante negli ultimi anni la demografia e la composizione politica del North Carolina abbiano mostrato segnali di cambiamento verso posizioni più progressiste, Trump è riuscito a conquistare un margine di vantaggio considerevole rispetto al 2020. Anche in Georgia, un altro stato fondamentale per l’esito delle elezioni, Trump ha trionfato con il 51% dei voti, staccando Harris, che ha ottenuto solo il 47,7%. Questo risultato è particolarmente rilevante, dato che nel 2020 Biden era riuscito a strappare la Georgia ai Repubblicani, mentre oggi Trump ha ottenuto una vittoria netta con un margine di oltre 118.000 voti.
La Pennsylvania, con i suoi 19 grandi elettori, è stato probabilmente il punto di svolta per Trump. Con la vittoria in questo stato, il candidato repubblicano ha superato una soglia cruciale, assicurandosi virtualmente la presidenza, dato che gli sarebbero sufficienti i 3 voti elettorali dell’Alaska, stato storicamente repubblicano, per raggiungere i 270 voti necessari. Questo risultato in Pennsylvania rappresenta una rivincita per Trump rispetto al 2020, quando aveva perso con uno scarto di oltre 80.000 voti contro Biden. Oggi, invece, con il 95% delle schede contate, Trump è in testa con un vantaggio di circa 193.000 voti.
In Michigan, dove il conteggio delle schede ha raggiunto il 77%, Trump è al 52,5%, mentre Harris segue con il 45,7%, un diverso che appare difficile da colmare per la candidata democratica. Anche in Wisconsin, stato appartenente alla storica “Blue Wall” dei Democratici, Trump ha mantenuto un margine significativo con circa il 90% dei voti contati e un vantaggio di oltre 124.000 voti. Questo stato, che Biden aveva vinto nel 2020 con un margine risicato, sembra dunque destinato a tornare sotto il controllo repubblicano.
Situazione simile in Nevada, dove Trump guida con quasi 50.000 voti di vantaggio e un margine del 5%. Con l’80% delle schede contate, la differenza sembra destinata a confermare la vittoria repubblicana anche in questo stato della Sun Belt. In Arizona, il conteggio è più indietro, con il 52% delle schede scrutinate. Trump è avanti con un vantaggio di 28.000 voti, ma l’alta affluenza nei centri urbani democratici potrebbe ancora cambiare la situazione. Tuttavia, anche nel caso di una vittoria democratica in Arizona, ciò non sarebbe sufficiente per invertire il risultato complessivo.
Donald Trump è ormai a un passo dalla Casa Bianca, grazie alla sua forte performance negli stati in bilico, e sembra avere il sostegno necessario per riconquistare la presidenza. La tenacia del blocco elettorale repubblicano e il recupero negli stati precedentemente conquistati dai democratici nel 2020 dimostrano un ritorno delle preferenze verso il candidato conservatore. Negli Stati Uniti si profila dunque un ritorno a una presidenza repubblicana, mentre il Partito Democratico dovrà riflettere sulle sue strategie per recuperare consensi in stati tradizionalmente contesi e nel cuore degli Stati Uniti.
