3 Luglio 2026, venerdì
HomeItaliaNobel per l'Economia 2024 a Daron Acemoglu, Simon Johnson e James Robinson

Nobel per l’Economia 2024 a Daron Acemoglu, Simon Johnson e James Robinson

A cura di Ionela Polinciuc

Nobel per l’Economia 2024 a Daron Acemoglu, Simon Johnson e James Robinson: quando la Storia diventa chiave per comprendere la crescita economica

Il Premio Nobel per l’Economia 2024, ufficiale il Premio della Sveriges Riksbank per le Scienze Economiche in memoria di Alfred Nobel , è stato assegnato a tre figure di spicco dell’economia internazionale: Daron Acemoglu, Simon Johnson e James Robinson . Il loro lavoro si colloca in perfetta continuità con l’eredità lasciata dal premio assegnato nel 1993 a Douglass North , uno dei pionieri della “nuova economia istituzionale”, che ha dimostrato l’importanza della storia nel determinare i percorsi economici della società. Tuttavia, Acemoglu, Johnson e Robinson non si sono limitati a ribadire che la storia conta, ma hanno utilizzato l’evidenza storica per affrontare problemi cruciali delle società moderne.

Senza ombra di dubbio, il loro lavoro si concentra su una domanda fondamentale: perché, nel corso dei secoli, alcune nazioni sono diventate sempre più ricche, mentre altre sono rimaste bloccate in una condizione di povertà? E come è possibile che, nonostante la conoscenza di “ricette” di successo economico, il divario tra le nazioni ricche e quelle povere continui ad aumentare?

La risposta che i tre economisti forniscono ruota attorno al ruolo delle istituzioni. Le istituzioni, che pure sono create dagli esseri umani, tendono a cambiare lentamente e, a volte, diventano estremamente difficili da modificare. Istituzioni inefficaci o corrotte , infatti, possono persistere nel tempo perché avvantaggiano determinati gruppi di potere, in particolare le élite politiche ed economiche che traggono profitto dal mantenimento dello status quo. Questo fenomeno, secondo Acemoglu, Johnson e Robinson, è all’origine delle difficoltà economiche di molte regioni del mondo, come l’America Latina e l’Africa sub-sahariana, dove le poco istituzioni inclusive e spesso predatrici hanno ostacolato lo sviluppo e la crescita economica.

Nel loro lavoro, i tre economisti sostengono che il successo economico delle nazioni sia strettamente legato alla qualità delle istituzioni politiche. Le istituzioni politiche più aperte, inclusive e democratiche tendono a favorire uno sviluppo economico più equo e sostenibile. Al contrario, i sistemi politici chiusi e dominati da élite poco interessate al benessere collettivo tendono a rallentare la crescita economica, contribuendo a consolidare le disuguaglianze sociali ed economiche.

In uno dei loro primi articoli, Acemoglu, Johnson e Robinson hanno esplorato le origini della divergenza economica tra Nord e Sud Europa a partire dal XVI secolo. Il loro studio ha mostrato come le nuove rotte commerciali aperte dall’Atlantico hanno favorito principalmente quelle nazioni che disponevano di istituzioni politiche più inclusive, come le Repubbliche Olandesi o la monarchia inglese, in cui il Parlamento stava acquisendo potere. Al contrario, nazioni come la Spagna, che pur avendo accesso alle risorse delle colonie americane aveva un sistema politico più chiuso e monarchico, hanno visto il loro sviluppo economico rallentare.

Ciò che distingue il lavoro di Acemoglu, Johnson e Robinson è l’uso rigoroso e approfondito della storia come strumento per comprendere i fenomeni economici contemporanei. Attraverso un’analisi storica dettagliata, i tre economisti hanno dimostrato come le dinamiche istituzionali e politiche siano fondamentali per spiegare i diversi percorsi di sviluppo seguiti dalle nazioni. Le loro teorie sono state applicate non solo alle vicende dell’Europa moderna, ma anche alla storia dell’America Latina e dell’Africa, fornendo spiegazioni convincenti per le attuali disparità economiche globali.

Nonostante l’ampio consenso che ha accolto il loro lavoro, non sono mancate alcune critiche. Alcuni storici, infatti, contestano la tendenza dei tre economisti a semplificare eccessivamente le classificazioni istituzionali. Ad esempio, è discutibile affermare in modo netto che la Spagna del XVI secolo fosse una monarchia più “assoluta” dell’Inghilterra, quando in realtà le dinamiche politiche di entrambe le nazioni erano molto complesse e variegate.

Tuttavia, nel campo delle scienze sociali, le divergenze di opinioni sono spesso fonte di arricchimento e nuove prospettive. L’approccio di Acemoglu, Johnson e Robinson ha aperto nuove strade per lo studio dell’economia istituzionale e ha reso più evidente l’importanza di una collaborazione interdisciplinare tra storia ed economia . Il loro lavoro dimostra che la storia non solo “conta”, ma può essere un potente strumento per comprendere e affrontare le sfide economiche del futuro.

Ebbene, il Nobel 2024 per l’Economia rappresenta un meritato riconoscimento per tre economisti che hanno saputo unire storia, istituzioni ed economia per spiegare il mondo in cui viviamo e per cercare soluzioni concrete alle disparità economiche globali.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti