A cura di Ionela Polinciuc
Le Borse internazionali iniziano la settimana con una partenza forte, dopo una settimana di chiusura festiva in Cina, ma il rimbalzo iniziale si è ridimensionato. La Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (Ndrc) di Pechino ha confermato stime di crescita ottimistiche, ma ha deluso i mercati non annunciando nuove misure di stimolo a sostegno dell’economia, che erano molto attese dagli investitori. Questo ha penalizzato la performance dei mercati asiatici, con Hong Kong che ha registrato un crollo del 7% e Tokyo in perdita dell’1%.
La delusione cinese si è riflessa anche sui mercati europei, che hanno aperto in ribasso. A Parigi, il Cac 40 è sceso dell’1,22%, il Dax di Francoforte ha perso lo 0,72%, mentre il Ftse 100 di Londra ha registrato una flessione dello 0,94%. Anche l’Ibex di Madrid ha chiuso in calo dello 0,68%.
Nonostante questo quadro, si segnala un dato positivo dall’industria tedesca: la produzione industriale è cresciuta del 2,9% ad agosto, superando nettamente le stime degli analisti che prevedevano uno 0,8% di rialzo. Questo ha rappresentato un’inversione di tendenza rispetto al calo registrato a luglio, ma non è bastato a risollevare il sentiment negativo dei mercati.
Il prezzo del petrolio è in flessione sui mercati delle materie prime. Il WTI con consegna a novembre è sceso dell’1,84% a 75,72 dollari al barile, mentre il Brent con consegna a dicembre ha perso l’1,77%, scambiato a 79,50 dollari al barile.
