15 Luglio 2024, lunedì
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Troppi antibiotici: In Gran Bretagna proposta una tassa contro l’Emergenza batteri

A cura di Ionela Polinciuc

Un team di economisti inglesi propone una tassa per scoraggiare l’uso di farmaci che aumentano la resistenza antimicrobica, un problema sentito anche in Italia.

La crescente resistenza antimicrobica, nota anche come resistenza ai superbatteri, rappresenta una minaccia globale, causando circa 700.000 decessi ogni anno. Se non si interviene, si prevede che entro il 2050 questo numero potrebbe salire a 10 milioni di persone all’anno, con un costo economico globale stimato in 100 trilioni di dollari. Per contrastare questa emergenza, un gruppo di economisti inglesi ha avanzato una proposta innovativa: introdurre una tassa sugli antibiotici ad ampio spettro.

La Proposta della tassa sugli antibiotici

Un team di economisti della Loughborough University, dell’University of East Anglia e di E.CA Economics ha suggerito che una tassa del 20% sugli antibiotici ad ampio spettro potrebbe ridurre significativamente il loro uso. Questa proposta è stata dettagliata in uno studio pubblicato sull’International Journal of Industrial Organization. Secondo il professor Farasat Bokhari della Loughborough Business School, che ha contribuito alla ricerca, gli antibiotici ad ampio spettro rappresentano “la prossima bomba a orologeria nel sistema sanitario contemporaneo”.

Lo studio si basa su dieci anni di dati sulle vendite di antibiotici nel Regno Unito, analizzati tramite modelli economici complessi. I ricercatori hanno esaminato due tipi di tassazione: una tassa del 20% su tutti gli antibiotici e una tassa del 20% solo sugli antibiotici ad ampio spettro.

Risultati dello studio

L’analisi ha rivelato che una tassa generalizzata del 20% su tutti gli antibiotici ridurrebbe la vendita degli antibiotici a spettro ristretto, ma non avrebbe un impatto significativo sugli antibiotici ad ampio spettro, il cui utilizzo diminuirebbe solo del 29,4%. Tuttavia, imponendo la tassa esclusivamente sugli antibiotici ad ampio spettro, si potrebbe ottenere una riduzione del 37,7% nelle loro vendite, limitando al contempo l’impatto economico sui consumatori, con una perdita stimata di 4,8 milioni di sterline all’anno.

Le motivazioni della ricerca

L’uso eccessivo di antibiotici ha portato a un aumento delle morti dovute ai superbatteri, batteri che sviluppano resistenza a causa dell’esposizione continua ai farmaci. Questa resistenza compromette l’efficacia degli antibiotici, rendendo le infezioni batteriche più difficili da trattare. La proposta di una tassa mirata sugli antibiotici ad ampio spettro nasce dalla necessità di ridurre il loro uso indiscriminato e promuovere alternative più specifiche.

La situazione in Italia

La problematica della resistenza antimicrobica non è esclusiva del Regno Unito. Anche in Italia, l’uso eccessivo di antibiotici rappresenta una sfida significativa. Secondo un report dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) del 2023, sebbene ci sia stata una riduzione delle vendite di antibiotici rispetto al 2020, il consumo in Italia rimane comunque più alto rispetto ad altri paesi europei. Questo fenomeno è in gran parte dovuto alle frequenti prescrizioni di antibiotici da parte dei medici di base.

Per contrastare questa tendenza, AIFA e il Ministero della Salute hanno lanciato una campagna di sensibilizzazione alla fine del 2023. L’obiettivo è educare i cittadini sull’uso corretto degli antibiotici e ridurre la dipendenza dai farmaci ad ampio spettro. La campagna spera di avere un impatto duraturo, soprattutto tra le generazioni future, promuovendo un uso più responsabile degli antibiotici.

La proposta di una tassa sugli antibiotici ad ampio spettro rappresenta una possibile soluzione per affrontare la crescente minaccia della resistenza antimicrobica. Ridurre l’uso indiscriminato di questi farmaci è essenziale per preservare la loro efficacia e proteggere la salute pubblica globale. Tuttavia, sarà necessario un approccio concertato che coinvolga politiche sanitarie, educazione pubblica e innovazioni nella ricerca medica per affrontare efficacemente questa sfida.

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