15 Aprile 2024, lunedì
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Requisiti per la ristrutturazione dei debiti: Consumatore e sovraindebitamento

A cura dell’Avv. Giovanna Fusco

Sono sufficienti la qualità di consumatore e lo stato di sovraindebitamento per accedere alla ristrutturazione dei debiti del consumatore?

L’art. 69 del Codice della Crisi di Impresa e dell’Insolvenza fissa quelle che sono le condizioni soggettive ostative per l’accesso al piano, stabilendo che: “Il consumatore non può accedere alla procedura disciplinata in questa sezione se è già stato esdebitato nei cinque anni precedenti la domanda o ha già beneficiato dell’esdebitazione per due volte, ovvero ha determinato la situazione di sovraindebitamento con colpa grave, malafede o frode.
Il legislatore ha voluto impedire l’accesso alla procedura a chi si sia già giovato della procedura di ristrutturazione in quanto dimostra una recidiva del proprio comportamento.
La colpa grave nella determinazione della situazione da sovra indebitamento si configura allorquando il debitore abbia assunto obbligazioni sproporzionate rispetto alle proprie capacità economiche o reddituali.
Un simile rigore nei confronti del consumatore appare ragionevole; esso si giustifica anche in forza della serietà della procedura, che altrimenti assurgerebbe a mera scappatoia rivolta (indistintamente) a tutti i soggetti che hanno accumulato una consistente esposizione debitoria, finendo quasi per incoraggiare l’assunzione di obblighi in maniera irresponsabile.
La mala fede ricorre ad esempio, nel caso in cui il consumatore-debitore abbia fornito all’atto della richiesta del finanziamento, false informazioni al finanziatore circa la sua situazione finanziaria, inducendolo a concedergli delle somme in prestito ed avendo, nello stesso tempo, la piena consapevolezza che non sarà in grado di restituirle.
Verosimilmente, il debitore “medio” ha (o per lo meno dovrebbe avere) cognizione delle proprie condizioni finanziarie; di conseguenza è ragionevole aspettarsi che agisca in maniera responsabile e corretta, evitando di ricorrere al credito ove ritenga, anche in base ad una valutazione prospettica, che non potrà onorare gli impegni assunti. Ad ogni modo ogni valutazione in merito spetta al Giudice
Il comportamento in frode può essere configurato quando ad esempio il debitore abbia sottratto attivo ai propri creditori procurando così una situazione di insolvenza.

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