29 Novembre 2023, mercoledì
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Educare alla legalità e al contrasto delle mafie


A cura di Di Mambro Dolores Docente e Pedagogista

In ogni società dovrebbe essere vivo il principio della cultura alla legalità, consiste nell’insieme dei diritti e
dei doveri che ogni cittadino ha e deve svolgere per permettere una sana convivenza tra l’individuo e la
collettività ,un ‘esigenza fondamentale per la costruzione del bene comune, per vivere al meglio.
Perseguire la legalità è un è principio basilare delle moderne democrazie e strumento indispensabile
mediante il quale è possibile la repressione di crimini. Tale principio è spesso oggetto di violazioni che
generano disagio sociale e inquietudine soprattutto nei giovani.
In Italia l’educazione alla legalità ebbe origine negli anni 1992/93 in seguito alla strage di Capaci e gli
attentati di Milano, Firenze, Roma, resero una forte condizione di minaccia al sistema democratico. Da quel
momento ci fu un impulso nella promozione della cultura democratica come strumento per il contrasto
delle associazioni mafiose e venne introdotta dal Ministero della Pubblica Istruzione (25 ottobre 1993
circolare n.203).
Falcone e Borsellino, due grandi giudici palermitani che avevano un obiettivo in comune, quello di
consentire l’affermazione della legalità. Due uomini che insieme ad altri uomini e donne negli anni Ottanta
hanno scoperto i segreti di questa organizzazione mafiosa, degli uomini di “Cosa Nostra”, hanno
combattuto contro la criminalità finendo con il perdere la vita.
I due magistrati, due menti brillanti, rispettosi della giustizia che hanno dimostrato che lavorare insieme
può essere un’arma vincente. Il loro avversario era la mafia, la criminalità organizzata che ancora oggi vuole
imporre a tutti i costi il suo potere parallelo a quello dello stato, usando violenza terrore e corruzione.
Grazie al lavoro del pool , nel quale erano presenti altre tre giudici oltre Facole e Borsellino, si arrivò al più
grande processo per mafia il Maxiprocesso di Palermo ,nel quale erano imputati 460 mafiosi.
La mafia è una organizzazione antistato che attiva sempre nuovi affiliati, perché considerata più efficace
dello Stato. Un sistema strutturato su clan di tipo familiare, con potere esercitato attraverso l’uso della
violenza, intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e attività commerciali
imprenditoriali. Con radici in Sicilia, Calabria e Campania, per poi diffondersi a macchia d’olio in tutto il
mondo. La sua esistenza si consolida grazie al tacito consenso di gran parte della popolazione, conducendo
al silenzio ed omertà, rovesciando i veri valori dell’individuo. Attualmente i nemici della legalità sono
rappresentati dalle mafie, corruzioni e il terrorismo, spinti in egual misura dalla brama di potere e ricchezza.
Ecco perché l’educazione alla legalità rappresenta attualmente uno degli aspetti fondamentali della
formazione integrale della persona, per elaborare e diffondere la cultura dei valori civili da consentire
l’acquisizione dei diritti di cittadinanza, mediante la consapevolezza della reciprocità di pari dignità.
Educare alla legalità significa altresì sensibilizzare i ragazzi sui temi che accrescano la loro coscienza civica,
sviluppare capacità di collaborazione, comunicazione, comprendere che pace non significa solo assenza di
guerra, bensì conquista della coscienza etica. I principi di legalità vengono appresi nei nuclei familiari, nelle
scuole, partiti politici e tramite i media.
L’educazione alla legalità tesa a valorizzare il ruolo della scuola nella convivenza civile nella comunità,
mediante iniziative e promozioni per valorizzare la memoria storica del paese, la conoscenza ai principi di
legalità, della Costituzione Italiana e rispetto per i Diritti Umani.

Contrastare le mafie è possibile mantenendo saldi i legami sociali, unendo le competenze, promuovendo
opportunità educative, attraverso maggiore informazione e coinvolgimento da parte delle scuole, con
progetti sulla pace e sulla legalità per sensibilizzare ad una coscienza civile.
La scuola e i comuni devono divenire laboratori di democrazia con la consapevolezza di aiutare i ragazzi alla
salvaguardia della collettività, con un’azione d’impegno quotidiano.
Mediante le istituzioni scolastiche si favorisce una conoscenza che consente ai giovani una volta diventati
adulti di dedicare la propria vita alla legalità, perché cultura significa infondere nella mente giovanile il
rifiuto totale ad ogni comportamento mafioso che si nutre di scorciatoie e prevaricazioni.

“Gli uomini passano, le idee restano e continuano a camminare sulle gambe di altri uomini.”
Giovanni Falcone

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