1 Febbraio 2023, mercoledì
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Gli ambientalisti di “Ultima Generazione”

A cura di: Di Mambro Dolores – Docente e Pedagogista

Tre giorni fa a Roma un nuovo blitz del gruppo ambientalista”Ultima Generazione” colpendo il Senato, spruzzando vernice spray contro la facciata di Palazzo Madama in senso di protesta al disinteresse del mondo politico sul collasso eco-climatico.

Questo gesto indica per gli attivisti la disperazione che deriva dal susseguirsi di statistiche e dati allarmanti sul collasso eco-climatico del pianeta a quello che si prospetterà il più grande genocidio dell’umanità.

Immediati gli interventi di carabinieri e della Digos che hanno fermato gli ambientalisti difronte alle loro richieste definite utopiche e irrealistiche. 

Sotto attacco in Italia e in Europa, con migliaia di arresti nel 2022 per la repressione alla disobbedienza civile. 

Oltre alle multe, gli ambientalisti del gruppo “Ultima generazione” hanno diverse situazioni pendenti con la giustizia e in casi più gravi per alcuni di loro vi è a carico il rischio della sorveglianza speciale, mentre all’estero diversi attivisti sono stati attualmente in prigione.

Imbrattando il seminatore di Vincent Van Gogh in mostra temporanea, successivamente prendendo di mira la Primavera di Botticelli, e attaccando con le mani le Forme Uniche della Continuità nello spazio di Boccioni.

Negli ultimi mesi gli attivisti hanno attirato l’attenzione dei media e sollevato in poco tempo polemiche dopo aver messo a segno azioni dimostrative e di disturbo mediante attacchi ad opere d’arte di valore inestimabile. Bloccando il traffico, incatenandosi ai monumenti, gettando zuppa e vernice sui dipinti all’interno dei musei fino ad arrivare a scioperi della fame.

Queste iniziative controverse mediante video diventati virali hanno scatenato reazioni variegate che vanno dal plauso all’indignazione totale.

Gli attivisti di “Ultima generazione” sono studenti, lavoratori,padri, madri semplici cittadini preoccupati per il proprio futuro e per quello che verrà. 

Unendosi dal 2018 a Londra mediante il movimento internazionale Extinction Rebellion chiedono mediante una campagna di disobbedienza civile non violenta, ma di protesta in diversi musei all’estero e in Italia.

Per gli ambientalisti bisogna salvare il pianeta con urgenza, avanzando due richieste specifiche al Governo Italiano. Innanzitutto interrompere immediatamente la riapertura delle centrali a carbone dismesse e cancellare il progetto di nuove trivellazioni per la ricerca e l’estrazione di gas naturale. Inoltre spingono con forza affinché si proceda subito con l’incremento di energia solare ed eolica.

Il senso ultimo di queste proteste è richiamare il dialogo con i rappresentati politici, con il chiaro obiettivo di portare all’attenzione della comunità politica e sociale l’esigenza di interrompere gli investimenti in combustibili fossili e accelerare sulle rinnovabili.

Chiedono politiche concrete ed applicabili che non fermano i cambiamenti climatici, ma potrebbero limitarne gli effetti.

Di fronte alle critiche e polemiche i giovani attivisti si sono difesi affermando che la loro volontà e di destabilizzare, creare disagio e suscitare reazioni sul tema della distruzione del Pianeta, riferendosi all’urlo di dolore della terra.

La terra ha una pelle, e questa pelle ha delle malattie.

Una di queste malattie si chiama “uomo”.

Friedrich Nietzsche

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