1 Febbraio 2023, mercoledì
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Maltrattamenti agli anziani, una piaga invisibile

A cura di: Di Mambro Dolores, Docente e Pedagogista

Abbandono, negligenza, dispetti, truffe finanziarie, maltrattamenti fisici e psicologici a danni di anziani che troppo spesso restano invisibili.

Sempre più frequentemente si rincorrono notizie, trasmesse in tv video, audio e immagini crudeli, rappresentando veri e propri abusi a danno di anziani deboli e indifesi. Episodi portati alla luce in seguito a varie indagini mostrano le violenze consumate tra le mura domestiche e in talune strutture destinate alla loro assistenza ed accoglienza, riscontrando gravi maltrattamenti.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce abuso sugli anziani un azione singola o ripetuta, o una mancanza di un ‘azione appropriata, che avviene all’interno di una qualsiasi relazione in cui si sviluppa un aspettativa di fiducia e che causa danno o dolore alla persona anziana.

Il fenomeno di maltrattamenti in strutture per anziani è in aumento e strettamente legato all’invecchiamento della popolazione mondiale. Centinaia di casi di violenza verso la persona nella fase più fragile della sua esistenza, derisa, vilipesa e oltraggiata della propria dignità.

Violare i diritti degli anziani avviene in vari modi, anche senza giungere alla violenza fisica, per incuria, privandoli della loro dignità lasciandoli con abiti sporchi, non fornendo loro la dovuta assistenza quando sono impossibilitati a muoversi, privandoli di cibo, farmaci, relazioni sociali o familiari.

Accidentalmente la vittima non ha consapevolezza di ciò che le accade e non riesce efficacemente a comunicare il grado di disagio sentito. Altre volte accade che il fenomeno si celi dietro la vergogna di chi non vuole mostrarsi debole o vittima, impedendo di intervenire prontamente.

Di frequente mancano gli strumenti che rilevino obiettivamente azioni dolose che si perpetrano negli anni e non riescono ad uscire allo scoperto se non negli ultimi stadi o quando sopraggiunge la morte.

Sulla scia dei numerosi casi di cronaca nei confronti di soggetti deboli, da parte di chi è invece proposto alla loro cura e tutela urge una legge che autorizzi l’installazione di telecamere a circuito chiuso nelle strutture pubbliche e private. L’obiettivo è dare protezione alle persone fragili e consentendo di tutelare anche gli interessi degli operatori.

All’interno delle strutture è fondamentale costruire e sperimentare procedure dedicate alla prevenzione e rilevazione di maltrattamenti, investire nella formazione specifica sul tema della propria équipe di operatori. L’educazione, l’informazione e la sensibilizzazione degli stessi risulta l’antidoto migliore nei confronti di comportamenti portatori di violenza.

Internamente alla società la prevenzione passa mediante la riscoperta del valore dell’anziano e della consapevolezza che l’invecchiamento è una parte del ciclo della vita in cui è doveroso perdurare il rispetto, perché l’anziano è un cittadino che nonostante la fragilità e la vulnerabilità resta pur sempre un uomo o una donna a tutti gli effetti che cerca solo comprensione e considerazione ai suoi bisogni.

Altresì la prevenzione decorre attraverso la presa di coscienza di una realtà che può esistere pertanto urge consapevolizzare le persone rispetto a questo fenomeno.

Essenziale riportare la focalizzazione sul fattore umano, far comprendere a tutti che le persone anziane non sono un peso ma una risorsa, una ricchezza e la loro saggezza un valido aiuto per la nostra società.

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