30 Novembre 2022, mercoledì
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I fattori che influenzano le azioni bancarie

A cura di Tommaso delle Cave

Le azioni bancarie sono spesso un must di investimento. Ma il settore è volatile perché il bilancio di un istituto di credito è influenzato da complesse interazioni. Dopo la crisi delle banche italiane degli anni scorsi, e dopo la pandemia, gli istituti migliori hanno superato la crisi anche grazie ad un ampio piano di fusioni tra banche. Investire soldi in titoli bancari, può essere interessante. Tra l’altro, è uno dei settori più sottovalutati in Borsa. Ma cosa ne influenza le performance? In linea generale ci sono alcuni fattori impattanti:

1-I tassi in crescita o in calo/margini di interesse

2-I tassi in crescita/merito di credito

3-Il costo del rischio

4- La concorrenza fintech

5-Spread e titoli di Stato

Tassi e margini

Un rialzo dei tassi di interesse favorisce il miglioramento del margine d‘interesse, ma al contempo peggiora il rischio di credito. ll recente rialzo dei tassi, iniziato negli Stati Uniti e arrivato a cascata anche in Europa, è stata una reazione al miglioramento del quadro economico e all’aumento del tasso d’inflazione. Un eventuale rialzo dei tassi, ovviamente, non è una buona notizia per l’economia, inoltre, a parità di premio per il rischio richiesto per l’investimento in azioni, sposta i termini di convenienza verso il settore a reddito fisso. 
Il settore bancario, tuttavia, costituisce un unicum. Le banche, e in particolare quelle commerciali che fanno raccolta depositi e prestiti, vedono infatti crescere il margine d’interesse, ossia il gap tra tassi attivi e passivi.
Quando i tassi aumentano, il margine di interesse lo segue a ruota. Viceversa, un calo dei tassi riduce la provvista delle banche. I depositi in conto corrente costituiscono, infatti, una rilevante fonte di finanziamento bancario, e un calo dei tassi non permette guadagni alla luce dell’impossibilità di comprimere al di sotto dello zero il costo dei depositi.

Tassi e merito di credito

Se il rialzo dei tassi è quindi una manna per molte banche, è vero anche che non per tutte è un fattore determinante. Questo perché un rialzo dei tassi favorisce un miglioramento del margine d‘interesse, ma al contempo peggiora il rischio di credito e aumenta le probabilità di fallimento per chi ha alti debiti. Quindi sono favorite dal rialzo dei tassi le banche che hanno un solido merito di credito e pochi debiti. In teoria, le banche di maggiori dimensioni sono al sicuro.

Il costo del rischio

Un fattore che può influenzare una banca e quindi le sue azioni in Borsa è il costo del rischio, ovvero gli accantonamenti effettuati dalle banche per compensare eventuali perdite sui crediti concessi a imprese e famiglie. Un forte incremento degli accantonamenti per i crediti inesigibili può essere causa di un calo dei risultati e quindi di performance non ottimali in Borsa.

Concorrenza fintech

Sullo sfondo della rivoluzione tecnologica, le banche hanno visto il loro status di intermediari finanziari sempre più minacciato da attori fintech. Chi non ha optato per il consolidamento o le partnership con realtà digitali sta cambiando pelle. Il peso della trasformazione e dei nuovi servizi necessari può quindi impattare sui risultati presenti e futuri degli istituti.

Spread e titoli di Stato

Un altro fattore chiave è lo spread: il differenziale di rendimento fra i titoli di stato tedeschi e italiani ha il suo effetto sulle banche. L’allargamento degli spread dei titoli di stato riduce quasi automaticamente il capitale delle banche, in parte attraverso l’impatto sulle riserve e in parte attraverso la riduzione di voci quali le Dta (Deferred tax asset) e i crediti di imposta per gli istituti finanziari.

Lo scenario attuale

Oggi, il quadro dei titoli bancari sembra resiliente, con un ciclo di revisione degli utili che continua a essere guidato dai continui miglioramenti dei margini di interesse. “Le banche italiane a piccola e media capitalizzazione stanno assistendo a una crescita del valore di bilancio unitamente ai benefici patrimoniali” commenta Guy de Blonay, Investment Manager, Financial Equities, di Jupiter Asset Management spiegando che “per le banche a grande capitalizzazione, le aspettative riguardano gli aggiornamenti delle guidance gestionali. Anche in questo caso i margini di interesse avranno l’impatto maggiore. Un encomiabile storico dei costi e una forte generazione di capitale avranno un ruolo positivo.

L’outlook per il 2023 riguarda per lo più eventuali nuovi impegni, se uno scenario di “rallentamento del caso base metterà a repentaglio la realizzazione delle ambizioni dei piani aziendali e se una recessione influenzerà la distribuzione del capitale nei prossimi anni”.

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