30 Giugno 2022, giovedì
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Protesta di piazza a Napoli: “L’acqua è un diritto e non una merce”

a cura di Luigi Rubino

L’ acqua è un diritto, non una merce” recita uno striscione esposto ai cancelli della Stazione Marittima di Napoli da alcuni manifestanti  a difesa dell’acqua come bene pubblico, mentre all’interno della struttura  si svolge il Simposio internazionale sulla gestione delle risorse idriche  nel Mediterraneo con i rappresentanti di Spagna, Turchia,  Grecia, Marocco e Tunisia.

Alla protesta presenti il “Comitato dell’acqua pubblica di Napoli,” i gruppi di “Potere al Popolo,” “Rifondazione Comunista”, “Cobas” e tanti cittadini tra i quali il padre missionario comboniano Alex  Zanotelli,( fondatore di diversi movimenti di giustizia, pace e solidarietà) Enzo Ruggiero, esponente del Comitato campano per la gestione dell’acqua pubblica e Stefania Fanelli, ex consigliere comunale. Il piccolo corteo appena arrivato all’ingresso della struttura  è  fermato da un cordone di poliziotti, che impedisce loro di assistere al Simposio.

Solo dopo, una lungo dialogo,  una delegazione  ottiene il permesso di  incontrare a fine convegno, il vice presidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola.

L’acqua  è un bene comune e come tale spetta a tutti e non può essere privatizzata ed essere fonte di profitto per le multinazionali. “ Le istituzioni – ci dice Ruggiero, esponente del Comitato campano  per la gestione dell’acqua pubblica  – non possono ignorare la volontà popolare scaturita dal referendum sull’acqua come bene pubblico nel 2011.  Non è possibile che al Convegno internazionale sull’acqua in cui sono presenti diversi stati stranieri ed esponenti dell’Ente  regionale deputata al governo delle risorse idriche, l’Ente Idrico Campano) e i principali fautori della privatizzazione, sia a lvello nazionale (Suez Italia) che a livello regionale ( G.O.R.I Spa) non ci sia il principale referente cioè l’ ABC , ( Azienda speciale Acqua Bene Comune) vicina alla realtà referendaria.”

Quindi, cosa chiedete alle Istituzioni?

Cambiare soprattutto politica, assumendo come soggetti principali delle decisioni i cittadini, per il bene comune come l’acqua, non prestando attenzione ai soggetti privati, ma all’intera collettività.

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