30 Giugno 2022, giovedì
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Domenico Ciorciaro – Geometra: ”La pandemia ci ha ferito, ma la burocrazia ci uccide”

A cura di Ionela Polinciuc

La pandemia continua a frenare la corsa dei liberi professionisti. Sono 38mila i liberi professionisti che hanno chiuso i battenti nel 2020, ma più in generale è tutta l’area del lavoro indipendente a soffrire.. L’emergenza sanitaria ha messo in ginocchio l’economia mondiale. Una crisi senza precedenti, almeno per quanto riguarda l’ultimo decennio e le cui conseguenze, con ogni probabilità, continueranno a farsi sentire anche per i prossimi mesi. Abbiamo intervistato Domenico Ciorciaro – Geometra – svolge la sua professione a Marina di Camerota.
L’onda d’urto provocata dall’emergenza Covid-19 si infrange in modo violento anche nel suo settore? 
Svolgo l’attività di geometra come libero professionista, redigo principalmente pratiche di richieste di concessioni edilizie e di variazioni catastali, lavoro principalmente con privati ma il campo che interessa il mio settore comprende anche lavori per enti pubblici; il mio lavoro mi porta ad interfacciarmi, obbligatoriamente, con enti preposti al rilascio di permessi sia di carattere edilizio (ente comunale, soprintendenza, Ente parco,  Demanio ed altri) sia di carattere privato (agenzia delle entrate, catasto). Un lavoro che vive su normative e leggi di settore, soggetto, specie nel campo edilizio, a continue varianti e modifiche legislative, a nuovi decreti che non sempre agevolano il lavoro. In alcuni casi la stessa legge non ha lo stesso valore in tutte le regioni d’Italia, se poi la zona in cui si opera è sottoposta a vari vincoli: paesaggistico ambientale, parco nazionale le limitazioni e le procedure di approvazione aumentano. 
La situazione presente è oggettivamente complessa e imprevedibile, e senza dubbio ha preso in contropiede molti professionisti. Quali sono le problematiche che deve affrontare in questo periodo storico?
Il covid 19 e la conseguente pandemia se da un lato non ha inciso in modo rilevante sulla mole e la qualità del lavoro che di solito svolgo, dall’altro ha aumentato e ampliato problemi già esistenti. L’evoluzione tecnologica della maggior parte degli Enti ha permesso di poter inviare pratiche direttamente dallo studio ma un lavoro autonomo, come quello di un libero professionista, presuppone anche contatti diretti con responsabili di procedimenti di enti comunali, sovracomunali, agenzia delle entrate, agenzia del territorio e tanti altri soggetti che di fatto valuteranno ed approveranno il tuo lavoro; di conseguenza un lavoro non solo di presenza di studio o di ufficio, ma fatto anche di vari spostamenti per raggiungere i vari enti dislocati nella provincia e, per chi svolge l’attività in piccoli centri come me, certe distanze sono considerevoli.Prima della pandemia era naturale recarsi negli uffici preposti, interfacciarsi con i responsabili dei procedimenti, creando in tanti casi ottimi rapporti con l’interlocutore, risolvendo le problematiche che si presentavano, in alcuni casi anche telefonicamente; il contatto diretto in tanti casi riusciva ad eliminare lungaggini di tempistica e di burocrazia.La pandemia e le conseguenti limitazioni hanno stravolto il modo di operare almeno per quanto mi riguarda, è vero che il lavoro in smart working agli inizi della pandemia, con tanti uffici chiusi, abbia prodotto anche novità interessanti per la maggior parte dei lavoratori: si operava da casa, ci si prendeva il tempo necessario per altre cose, si aveva l’opportunità di gestire al meglio la giornata lavorativa, ma a lungo andare questo modo di lavorare ha creato un mare di difficoltà.I rapporti con gli enti si sono pressoché azzerati, mentre prima ci si recava all’ufficio di competenza in certi casi con appuntamenti anche dell’ultima ora, durante la pandemia ma ancora oggi a distanza di oltre due anni dal primo lockdown, per qualsiasi tipo di richiesta, per una semplice domanda o per motivi più importanti, va preso preventivo appuntamento telefonico con l’ufficio e l’ente preposto e, quando si è fortunati nell’avere una risposta dall’interlocutore, ottenere appuntamenti con tempi di attesa medio lunghi.E’ vero che in tutto questo l’invio di documenti per via telematica, in aumento rispetto al passato, questo è un fatto positivo e quasi sicuramente alcuni comuni e regioni sono riusciti a trarre vantaggi da simili difficili situazioni, rimodulando e riformando alcuni sistemi di lavoro, purtroppo certe criticità, come il covid 19, accentuano le già presenti differenze di velocità di ripartenze nel nostro paese, evidenziate in base alla posizione geografica, alimentando un sistema burocratico che alla fine è quello che maggiormente ci penalizza – covid o non covid  –
Ci sono diversi settori messi in ginocchio dal Covid, ma il lavoro del Geometra ai tempi del corona è diventato ormai un’impresa?
Sicuramente l’impatto del covid 19 e le conseguenti restrizioni, hanno creato non pochi problemi ai lavoratori autonomi (possessori di partita IVA), maggiormente a chi svolgeva attività di produzione e vendita di prodotti giornalieri quali bar e ristoranti e da cui dipendeva economicamente dalla presenza di maggior clientela giornaliera, dato che affitti di locali e bollette non si sono mai fermati e anche in questo caso lo Stato non è stato forte e deciso nel dare un serio e concreto contributo ad autonomi ed imprese.Certamente la mia professione ha risentito del disagio venutosi a creare con la pandemia, sicuramente l’impatto negativo si è avvertito in maniera inferiore rispetto ad altre categorie di lavoratori autonomi, abbiamo potuto approfittare dello smart working che, anche se con evidenti restrizioni, ha dato comunque la possibilità di poter continuare a svolgere il proprio lavoro; la professione del geometra e dei tecnici in generale, nel corso degli anni si è evoluta, magari lentamente rispetto ad altre categorie o paesi esteri, ma per fortuna si è evoluta, dando la possibilità di presentare e/o richiedere documenti, ottenere approvazioni di progetti anche telematicamente.Però, almeno per quanto mi riguarda, limitare e continuare a condizionare ogni attività alle condizioni scaturite dal covid 19 diventa fuorviante; la storia insegna che da ogni situazione di disagio si è avuta sempre la forza per uscirne più forti, ovviamente per nuove o vecchie imprese e molte partite IVA l’aiuto dello Stato, nella ripartenza, è determinante.Nella professione del geometra come molte tante altre professioni che basano il loro lavoro sui rapporti privato/enti sovracomunali, l’evoluzione positiva che si è avuta con l’avvento della tecnologia capace di agevolare, integrare e migliorare la qualità del lavoro svolto, la concreta possibilità di ridurre tempi per approvazioni e rilascio di permessi va troppo spesso in contrasto con il fenomeno della BUROCRAZIA.Questo fenomeno non si è mai estinto, l’ho incontrato nei primi anni di attività in proprio, lo ritrovo presente più che mai ancora oggi a distanza di vari anni di professione. La ripresa dalla pandemia va sempre più spedita, si sta tornando ad una certa anche se non definitiva normalità, oggi siamo arrivati a non usare neanche la mascherina di protezione, sicuramente il covid fa meno paura rispetto all’inizio, ci stiamo convivendo e le attività, fortunatamente, hanno ripreso con fatica il proprio lavoro, quasi sicuramente tra qualche anno sarà solo un brutto e in tanti casi un triste ricordo, ma come ho avuto modo di dire precedentemente, la cosa che in tanti casi rallenta professioni e voglia di intraprendere nuove professioni è la BUROCRAZIALA PANDEMIA CI HA FERITO, MA LA BUROCRAZIA CI UCCIDE.

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