19 Maggio 2022, giovedì
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On. Gabriela Santillo: ”l’Accademia AUGE, propone ai vari comuni, l’apertura di un consultorio gratuito

A cura di Ionela Polinciuc

La pandemia ha amplificato la povertà e creato “nuovi poveri”. In Italia più di una famiglia su quattro (28,8%) ha dichiarato un peggioramento della propria situazione economica rispetto all’anno precedente e il deterioramento della situazione economica, ha colpito tutte le Regioni.Abbiamo intervistato l’Onorevole Gabriela Santillo, per avere più informazioni al riguardo.

Onorevole, sappiamo che sta intraprendendo un percorso importante con l’Accademia AUGE, di cosa si tratta?

L’Accademia AUGE, ha notificato delle PEC a molti comuni della provincia di Caserta, ma credo anche a livello nazionale, per quanto concerne l’aiuto per la categoria ” nuovi poveri ” che si sono sviluppati dopo il covid. In realtà, loro propongono l’apertura di un consultorio gratuito, accedendo ai fondi europei. Credo che al livello di Governo si sia fatto molto poco per stare vicino a questi nuovi poveri che sono delle categorie che sono andate a degenerare a causa della pandemia. Persone che prima della pandemia non ci si immaginava proprio che potessero avere difficoltà finanziarie. Quindi, soffrono particolarmente perché magari sono professionisti, partite iva, piccole e medie imprese. Persone che hanno avuto una situazione stabile ma all’improvviso si sono ritrovati in impossibilità di mantenere gli impegni presi per una tragedia come la pandemia.

L’apertura di questo consultorio è gratuita?
Si. In realtà l’Accademia AUGE, propone ai vari comuni, l’apertura di un consultorio gratuito, all’interno del quale, ci sono professionisti, commercialisti, avvocati, psicologi e così via che possono essere vicino a queste persone che si trovano in difficoltà. Purtroppo, quello che manca è l’ascolto o meglio, il contatto diretto tra chi ci governa e chi in realtà vive le difficoltà. L’apertura di un consultorio gratuito, credo sia un’opportunità che va data, un punto di riferimento a tutte queste persone che si trovano in difficoltà. Sentiamo questi gridi di dolore che non vengono ascoltati, poi si trasformano in atti tragici.

Siamo stati prima colpiti dalla pandemia, successivamente dalla guerra. Secondo Lei, quale sarebbe la soluzione per trovare un po’ di serenità?
Innanzitutto, bisognerebbe azzerare quello che è stato fatto. Bisogna gestire la situazione sia sotto l’aspetto gestione emergenziale covid, che la guerra. Dopo due anni di covid, la guerra è stata la ciliegina sulla torta. Nel senso, se andiamo a vedere i dati ISTAT, abbiamo 630 nuovi poveri al giorno. Poi, non è facile sperare che questo Governo possa magicamente tirare fuori la ricetta giusta per risolvere tutto in breve tempo. Secondo il mio punto di vista, bisognerebbe favorire l’occupazione, favorire le aziende, le piccole e medie imprese, eliminare l’obbligo del Green Pass, eliminare tutte quelle limitazioni che hanno portato tante piccole realtà economiche, a chiudere bottega, tante partite iva in enorme difficoltà. Quindi, bisogna cercare di tutelare l’economia italiana.

Ci sono nuovi aiuti in arrivo per le piccole e medie imprese, ma anche per la popolazione che si trova in serie difficoltà?
Si parla di nuovi arrivi come ce ne sono stati in passato. Bisogna vedere però se questi arrivi possono essere raggiungibili da tutti. Si è generata una nuova categoria di poveri, persone che negli anni precedenti, non avevano una difficoltà finanziaria. Quindi, il loro ISEE è elevato, e non possono accedere a questi fondi. Molte aziende si sono ritrovate con difficoltà finanziarie. Non hanno avuto la possibilità di pagare il commercialista, il consulente, per riuscire a chiudere la rendicontazione entro il 25 settembre come richiesto da requisito per accedere agli aiuti. Non hanno potuto partecipare ai fondi che sono arrivati a novembre, dicembre scorso. Noi speriamo che arrivino altri aiuti a loro favore ma soprattutto che arrivino senza troppe limitazioni, senza troppi vincoli.Nel momento in cui c’è fame, c’è bisogno di distribuire in modo equo, senza troppa burocrazia davanti a questi aiuti. Bisogna facilitare le singole imprese, le singole famiglie a beneficiare di questi aiuti.

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