19 Maggio 2022, giovedì
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Intervista Dott. Francesco Oliviero

A cura di Ionela Polinciuc

Ritornando a parlare del covid-19, ci sorge spontanea la domanda: quanto sono pericolosi i vaccini? Ebbene, abbiamo intervistato il Dott. Francesco Oliviero che ha fatto chiarezza ad alcuni dubbi che ormai ci macinano da due anni.

Dott. Francesco Olivieri, inizio subito con una domanda secca: La pandemia sta finendo?

Il problema è principalmente in questo momento politico, sociale, economico. L’emergenza sanitaria è purtroppo passata in seconda linea. La pandemia finirà nel momento in cui ci sarà un movimento politico, un movimento anche di coscienze che permetterà di capire intanto cosa è successo negli ultimi due anni.  Quindi, il problema non è neanche più sanitario. Io con altri colleghi sin dall’inizio della pandemia, siamo scesi in campo perché abbiamo cercato di far comprendere alle persone che quella che veniva definita un’emergenza sanitaria che poteva portare la maggior parte delle persone a morte per un virus pericoloso, per un virus di cui non si conosceva alcun tipo di strategia terapeutica era qualcosa che andava oltre. E allora, fondamentalmente, tutto quello che si è verificato nei successivi due anni è stato qualcosa che noi ci aspettavamo. Quindi, la mancata assistenza domiciliare e ancora oggi mi risulta che tantissimi medici di medicina generale non vadano a visitare i loro pazienti a casa quando hanno bisogno. Vi ricordo che c’è stata la problematica delle mancate autopsie sin dall’inizio e questo è stato un problema gravissimo. Avremo potuto comprendere la vera causa della morte di tantissime persone che non era solamente una polmonite interstiziale causata da un virus che ai tempi, veniva definito sconosciuto ma era una problematica legata ad una tromboembolia polmonare o una coagulazione tra i vasi quindi un problema che riguardava la circolazione del sangue all’interno dei polmoni. Le mancate autopsie, non ci hanno permesso di comprendere la vera causa di morte e dare le giuste terapie. Ancora oggi, finalmente, sono passati due anni e a domicilio non vengono fatte questo tipo di terapie, non viene usata  questa strategia terapeutica per evitare quella reazione a cascata delle citochine che potrebbe portare poi ad un danno anche al sistema vascolare del polmone. Poi, c’è stato il grosso problema dei tamponi. Per quanto riguarda i tamponi, tutta la narrativa ufficiale della malattia covid-19 si regge sui tamponi  che secondo noi non hanno alcuna validità scientifica sia il tampone antigenico che quello molecolare. La reazione la polimerasi a catena che viene individuata nel tampone molecolare, che dovrebbe avere più sensibilità è una reazione che non ha più significato clinico. Come affermava Kary Mullis che nel 2002 ho avuto la fortuna di conoscere e a quale ho fatto questa specifica domanda. Lui mi ha risposto: la mia scoperta, serve solo ai fini di criminologia florence e non può fare diagnosi di un’infezione virale. Oggi, tutta la narrativa della pandemia covid-19, viene gestita dall’utilizzo dei tamponi. In Italia si fanno centinaia di migliaia di tamponi ogni giorno. Questa è una situazione molto grave da un punto di vista clinico e non solo, anche epidemiologico, statistico che va a falsare tutti i numeri. Finalmente, ci hanno dato ragione anche alcuni virologi da salotto come gli chiamo io a quelli che vanno ogni giorno in televisione perché lo stesso Bassetti ha affermato quello che noi stiamo diciamo da 2 anni. Cioè i numeri della pandemia vanno rivisti perché morire con un tampone positivo, non significa morire di polmonite da covid- 19. Quindi, tornando a parlare dei vaccini, sono farmaci sperimentali, servono ancora?Ancora oggi, molti virologi da salotto dicono che i vaccini non sono sperimentali perché sono stati sperimentati. Nel mondo sono stati venduti più di 11 miliardi di dosi. Hanno fatto più di 11 miliardi di dosi, quindi non è più sperimentale. Questa è un’affermazione veramente senza senso. Ho iniziato a studiare e in base a tutti gli studi ho iniziato a fare quelle prime affermazioni basate sui dati scientifici. Intanto, non è possibile ipotizzare una copertura anticorpale collettiva per un virus a catena unica del RN, com’è coronavirus, sars cov 2. Quindi, questo non può funzionare perché sono virus mutageni. 

Quindi, secondo Lei morirono più persone a causa degli effetti collaterali negativi del vaccino di quanti lo faranno per il covid-19?

Questa è un’affermazione che andrebbe poi spiegata da un punto di vista scientifico. La domanda va vista nei prossimi 10 anni. Quindi, noi non sappiamo cosa succederà nei prossimi mesi, anni, per tutte le persone che si sono vaccinate. Proprio perché essendo vaccini sperimentali ed essendo vaccini che introducono non l’antigene virale ma un RNA messaggero che parte appunto da una molecola che è stata come la definisco io aliena, perché è una molecola artificiale. Quindi, noi stiamo introducendo nell’organismo un’informazione estranea alla natura. Io la definisco aliena. Se  l’informazione di base è aliena perché appunto esiste una molecola artificiale costruita nel laboratorio che è la pseudouridina, questo RNA messaggero porterà delle informazioni che saranno proteine anomale. Quindi, non delle proteine naturali, almeno collegate con virus che abbiamo sempre conosciuto, i virus esistono sul pianeta Terra da almeno 1 miliardo e mezzo di anni. Quindi,  noi non possiamo sapere questo tipo di informazioni relative alla sintesi delle proteine Spike cosa porteranno nei prossimi mesi e anni. Sicuramente, io parto dal presupposto che ci vorrebbe una grande precauzione per quello che riguarda l’inoculazione nella massa di un siero che io definisco dispositivo genico informazionale. Un dispositivo perché contiene comunque delle nanoparticelle che non sono mai state utilizzate finora, contiene delle informazioni anomale che sono legate ad un RNA messaggero che è una molecola artificiale, è stato modificato geneticamente e soprattutto contiene delle informazioni che sono delle informazioni che non possiamo sapere quanto siano realmente funzionali per il sistema biologico umano. Ho seri dubbi su quello che succederà nei prossimi anni. Sappiamo che non basta una sola dose, ci vuole la seconda, la terza e si parla di una dose che verrà fatta ogni anno. Questa è la dimostrazione più veritiera del fatto che non è possibile stabilire una copertura anticorpale che duri per sempre.Quindi, il virus muta così rapidamente che un vaccino non funzionerà mai?Assolutamente, perché è un virus del RNA ed i virus del RNA come per esempio anche i retrovirus ad esempio HIV, il virus dell’influenza, i coronavirus raffreddore, sono virus mutageni. Hanno una caratteristica di instabilità, perché hanno una catena unica. Non hanno il DNA, hanno il RNA. Non è possibile costruire un vaccino che dia una copertura anticorpale definitiva o comunque che duratura per virus ad RNA. Questa è l’ABC dell’immunologia. 

Secondo Lei, il Governo utilizza la distribuzione del vaccino come una specie di copertura per raccogliere oppure alterare il nostro DNA?

Questo è da vedere. Noi sappiamo che con il vaccino Astrazeneca e anche Johnson & Johnson il vettore era un vettore virale da adenovirus dello scimpanzè. Che era stato poi geneticamente modificato e coltivato su cellule renali di feti abortiti. Questo tipo di vaccino, essendo un vettore virale, doveva per forza entrare nel DNA umano. Quindi, chi ha avuto l’inoculazione del vaccino Astrazeneca e Johnson & Johnson ha ricevuto un’informazione che doveva andare comunque nel DNA. La domanda è cosa succede al DNA umano nel momento in cui noi creiamo questo tipo di invasione da parte di una entità virale che contiene delle informazioni che sono anomale? Questo lo vedremo  nei prossimi anni. Lo stesso discorso si può vedere per il vaccino Pfizer o Moderna che sono vaccini ad RNA messaggero che non contengono il vettore adenovirale. In questo caso non c’è un virus che funge da vettore. Con questi sieri, non stiamo andando ad alterare i codici della vita, che sono DNA e RNA. 

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