1 Dicembre 2021, mercoledì
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Green Pass: Intervistato il Giudice Angelo Turco

A cura di Ionela Polinciuc

Quando il governo ha deciso di estendere l’obbligo del green pass all’accesso a tutti i luoghi di lavoro, sia pubblici sia privati, è subito arrivata da più parti la richiesta di avere almeno i tamponi gratuiti. Prima che il decreto fosse varato, Salvini all’inizio si era detto contrario alla misura e poi aveva sollevato la necessità di prevedere “milioni di tamponi rapidi gratuiti o a basso prezzo per milioni di famiglie di italiani in difficoltà”. Ma la richiesta, avanzata anche dai sindacati, non è passata. Ma, in tanti si chiedono se il Green Pass è legittimo oppure viola qualche norma europea. Oggi con noi, il Giudice Angelo Turco, ci spiegherà alcune cose riguardanti proprio il certificato verde.

Buongiorno Giudice Turco. Partiamo subito con una domanda secca: Lei è pro o contro il Green Pass?

‘’ Buongiorno a Lei. La domanda è secca, quindi, la risposta non può essere altrettanto secca. Non esiste il fatto di essere un pro o un no vax. Esiste invece una parte dell’intellettualità delle persone che ha l’obbligo di accettarsi anche quando un Governo pone delle condizioni, se queste siano legittime o meno. Quindi, ci sono delle risultanze che possono portare dei dubbi e questi dubbi vanno sfogati. Nessuno ha mai negato che i vaccini sono esistiti nel tempo, e noi abbiamo sempre fatto questi vaccini, soprattutto quando ci sono state alcune epidemie che tra l’altro erano malattie anche molto gravi. Parliamo del vaiolo, del morbillo, della peste e cosi via. Sono stati infatti vaccini utili, ma in questo frangente che ci tocca particolarmente, noi non possiamo parlare dei vaccini. Un vaccino, ha una sua conseguenza, una sua logica, una sua composizione, uno studio, una sperimentazione che in questo caso, non ci sono state. Abbiamo sentito virologi, io ho ascoltato Luca Montagner, Stefano Montanari, quindi, la mia idea sul punto era di una medicina che sovrappone ad un’altra che non è una medicina scientifica ma sperimentale. Quindi, non possiamo in questo caso parlare di vaccini, ma di una sperimentazione che è molto diverso. Tutti sappiamo che un vaccino per poter essere creato, prodotto, ha bisogno di almeno 4- 5 anni di studio, dopodiché c’è anche la sperimentazione, ma non si può fare la sperimentazione direttamente sul corpo umano. Tutto questo, ha portato ad una verifica per capire quale fosse lo scopo effettivo di questi sieri che venivano fatti nell’arco di circa 6 mesi. Addirittura parliamo di 4 aziende, non una, ma ben quattro, quindi, ci si è posti la domanda: ma cosa contengono, di che cosa sono composti questi vaccini? A tutte queste domande, non abbiamo mai avuto riscontro dalle aziende sanitarie. Anzi, abbiamo riscontri molto negativi. Quindi, accettare delle cure, cosiddette cure che non hanno nessuna sperimentazione, significa far fungere il corpo umano da cavia e questa è una cosa gravissima. Qui si parla di una pandemia politica non di una pandemia sanitaria. Ci sorge il dubbio giustamente, perché obbligare le persone? Che tra l’altro è anche vietato obbligare le persone, abbiamo anche delle norme europee che ci consentono la facoltà di scelta, ma anche queste norme vengono violate.

Chi può effettivamente a norma di legge, controllare la presenza e l’autenticità del Green Pass?

‘’ Il Green Pass nasce sempre come forma politica. Attenzione! Il Green Pass non è un documento sanitario, ma è una forma di controllo dell’individuo. Il Green Pass può essere emesso ma non obbligatoriamente imposto. La norma europea stabilisce che sono esenti dalla discriminazione anche chi ha scelto di non vaccinarsi. Ora, chi sceglie di non vaccinarsi, vuol dire che ha la facoltà di decidere della propria salute e sottoporsi o meno a questa tipologia sierica e successivamente avere questo Green Pass. Mentre, il Governo, ci sta imponendo sotto la minaccia di perdere il posto di lavoro. Il Green Pass è stato emesso con un’altra furbizia perché la responsabilità di controllare il certificato verde è stata data al datore di lavoro. Quindi, questo significa contrapporre due soggetti su un altro piano in un contrasto infinito. Il datore di lavoro che controlla ed il dipendente che ritiene giustamente di non sottostare a queste imposizioni’’.

Lei pensa che il Green Pass determina restrizioni diverse da quelle sanitarie? È possibile procedere penalmente verso un Governo che va contro l’articolo 16 della costituzione?

‘’ Guardi, non va solo contro l’articolo 16 della costituzione, ma va anche contro l’articolo 32 della costituzione e va anche contro il regolamento europeo 953 che sancisce la facoltà, non l’obbligo del Green Pass. Io ritengo tutto ciò una coartazione, costringere una persona ad accettare un determinato adempimento che lui legittimamente potrebbe rifiutare, approfittando del fatto che essendo nella necessità del lavoro, vedendoselo privare, è costretto a farlo. Questa è una coartazione punibile’’.

È legittimo impedire il lavoro a chi non si vaccina e per chi non ha il Green Pass, come ad esempio medici, insegnanti, magistrati ed altri lavoratori?

‘’ Assolutamente no! Il lavoro, non ha nulla a che vedere con la materia sanitaria, ma soprattutto quando non c’è una materia sanitaria che garantisca effettivamente una contrapposizione ad un virus. I virus non si combattono cosi. Passando dal lato dell’imposizione, è chiaro che imporre al lavoratore questa cosa è una cosa molto grave. Bisogna insistere nel difendere i propri diritti, da cittadini liberi, non possiamo accettare queste imposizioni, non possiamo accettare questa dittatura come la definisco io’’.

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