1 Dicembre 2021, mercoledì
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Ripresa economica e G20

A cura di Giuseppe Catapano

La ripresa dell’economia mondiale dallo shock della crisi pandemica inizia a mostrare segnali di incertezza. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ne ha preso atto rivedendo al ribasso le stime di crescita economicache comunque prevedono un aumento del prodotto globale del 5,9% nell’anno in corso e del 4,9% nel 2022.

Mentre nei Paesi avanzati il principale fattore che frena il rilancio economico è rappresentato dai ritardi delle reti produttive internazionali e dalle conseguenti pressioni inflazionistiche, l’accesso limitato ai vaccini e il ridotto spazio di manovra fiscale hanno rallentato la ripresa delle economie a basso reddito con un conseguente peggioramento delle disuguaglianze economiche su scala globale.

Accordo storico sulle multinazionali
La presidenza italiana del G20, in particolare nell’ambito del filone finanziario (“Finance Track”) che coinvolge i ministri delle Finanze e i governatori delle Banche Centrali, ha riaffermato, alla vigilia del Vertice, l’intenzione di continuare a supportare la ripresa evitando ogni prematuro ridimensionamento – “for as long as required” – delle diverse misure di risposta alla crisi pandemica, in particolare quelle volte a sostenere le categorie più colpite (donne, giovani e lavoratori a bassa qualifica) con l’obiettivo di ridurre le disparità tra i paesi e all’interno di essi.

Il G20 sotto presidenza italiana può vantare il raggiungimento di uno storico accordo su due pilastri del processo di costruzione di un sistema fiscale internazionale più equo e coerente con le sfide della digitalizzazione dell’economia: un’aliquota fiscale globale minima per le multinazionali e la riallocazione dei loro profitti. Per la definizione del quadro regolamentare e degli strumenti multilaterali necessari ad attuare queste decisioni, i membri del G20 si affidano all’OECD/G20 Inclusive Framework on Beps, l’iniziativa che coinvolge 140 Paesi nella lotta alle pratiche di erosione della base imponibile e alla traslazione dei profitti nei paesi a tassazione nulla o ridotta. L’obiettivo ambizioso è quello di un’entrata in vigore delle nuove regole a livello globale entro il 2023.

Sinergia tra finanza e salute
La presidenza italiana ha inoltre promosso un approccio integrato tra i diversi filoni di lavoro del G20 per la soluzione delle principali sfide del mondo post-pandemico, in particolare la tutela della salute globale ed i cambiamenti climatici. La riunione congiunta dei ministri della Salute e delle Finanzeche si tiene il 29 ottobre alla vigilia del Vertice dei Capi di Stato e di Governo del G20 in programma a Roma il 30 e 31 ottobre mira infatti al rafforzamento della prevenzione, prontezza e risposta alle pandemie e a dare sostanza, attraverso l’attivazione di vari strumenti finanziari, al riconoscimento dell’immunizzazione dal Covid-19 quale bene pubblico globale.

I ministri delle Finanze ed i Governatori delle Banche centrali del G20 hanno sostenuto i Paesi più colpiti dalla pandemia di Covid-19 attraverso l’emissione di 650 miliardi di dollari aggiuntivi di diritti speciali di prelievo da parte del Fmi, decisa nell’agosto dello scorso anno, e, soprattutto, tramite il seguente accoglimento degli sforzi di canalizzazione volontaria di parte delle nuove quote e della richiesta di ampliamento dei finanziamenti a lungo termine per le economie più vulnerabili, al fine di neutralizzare i rischi di instabilità della bilancia dei pagamenti.

Progressi sono stati compiuti nella definizione della cornice strutturale per il trattamento caso per caso del debito dei Paesi a più basso reddito. Vi sono coinvolti sia i membri del G20 che i creditori del Paris Club. È una tappa importante verso il consolidamento di un processo strutturale di risposta alle crisi del debito che è auspicabile trovi nuovo slancio nella dichiarazione finale dei leader a Roma e concreti sviluppi durante la prossima presidenza indonesiana.

L’impegno per la lotta ai cambiamenti climatici e per la protezione dell’ambiente dei ministri delle Finanze e Governatori delle Banche centrali si è tradotto in un richiamo ad un’azione coordinata dei ministri G20 per un’attenta considerazione degli effetti distributivi delle politiche di mitigazione e per l’identificazione di un mix di politiche che includano investimenti in infrastrutture sostenibili e tecnologie innovative, oltre a strumenti quali i meccanismi di carbon pricing.

Finanza al servizio dello sviluppo sostenibile
In questo contesto, la presidenza italiana del G20 ha rilanciato i lavori del Sustainable Finance Study Group all’interno della “Finance track” e ha deciso di promuoverlo al livello di Working Group. La decisione non ha una valenza meramente formale, in quanto il gruppo di lavoro ha sviluppato in questi mesi un’agenda G20 di lungo periodo che potrebbe dare impulso all’azione politica delle future presidenze G20 su clima e sostenibilità, contribuendo ad allineare il sistema finanziario internazionale all’Accordo di Parigi e agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

In un’epoca di trasformazioni strutturali profonde nell’ordine mondiale, le sfide globali in corso, dai cambiamenti climatici al Covid-19 passando per i molti fattori di instabilità finanziaria, richiedono risposte multilaterali, le uniche che possano assicurare prospettive di crescita mondiale durature, sostenibili ed eque.

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