16 Ottobre 2021, sabato
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Intervista Angela Procaccini: candidata al Consiglio Comunale di Napoli

Di Ionela Polinciuc

La candidata Angela Procaccini, oggi con noi per spiegare la sua decisione di candidarsi al Comune di Napoli.

Buongiorno Dottoressa Angela Procaccini e grazie per aver accettato questa intervista. Ci dica chi è Lei e come mai questa decisione?

‘’Buongiorno a Lei. Si, sono candidata al Consiglio Comunale di Napoli, sono un Dirigente scolastico, ma ho un passato professionale variegato. Prima Docente, poi ho collaborato con la Città Metropolitana di Napoli, con il Comune Ufficio del Vicesindaco Panini, ho collaborato con la Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma, presso la Commissione Adozioni Internazionali per la quale ho fatto anche delle visite in Marocco e in Ucraina per permettere le adozioni dei bambini di queste zone. Ho presieduto Istituti Superiori dell’Isola di Ischia, poi l’Istituto Nautico “Duca degli Abruzzi” di Napoli, quindi l’istituto Regina Coeli del centro storico, infine l’Istituto Bianchi, dove ancora lavoro.

Naturalmente, come Lei potrà immaginare, per me formazione e educazione delle nuove generazioni sono importanti. Ho lo sguardo rivolto in particolare verso i bambini e i ragazzi, soprattutto in questo periodo cosi contorto e complicato: hanno bisogno di una guida sicura. Questa guida la si può dare soprattutto attraverso la scuola, che in sinergia, ovviamente, con la famiglia, e i genitori, quando ciò è possibile, dovranno pensare appunto a costruire le persone del domani.’’

Dottoressa è stato questo il motivo principale che ha spinto Lei a candidarsi al Consiglio Comunale di Napoli?

‘’Io ho una forte passione dentro di me, nata dal riscatto per la perdita terribile che ho ricevuto. Persi mia figlia in un attentato. Aveva 11 anni, era in macchina con il papà Magistrato. Era Simonetta Lamberti la mia bambina. È la mia bambina, Simonetta, perché per me i ricordi sono ancora vivi. La Memoria è un presente che non finisce mai di passare. Ma per superare il tunnel buio di questa terribile perdita, la mia salvezza è stata proprio pensare ad altri bambini. Dovevo ricostruire me stessa, rinascere, e non è cosa facile. Penso spesso ai versi di Pablo Neruda, che  mi piacciono tanto: “Noi creature umane non siamo fatte per nascere, ma per rinascere.” Infatti nel nascere noi non abbiamo nessun merito, mentre per la ri-nascita, c’è bisogno di meriti, di entusiasmo, di passione, di voglia di fare.

Perché ho scelto di candidarmi? Diciamo che non ho scelto io, sono stata contattata da più parti tra cui Europa Verde che è stata il movimento che mi ha convinta di più. Io credo molto nell’Unione Europea, ritengo che sia la salvezza per tutti noi cittadini europei. L’Europa fino al ’47 era devastata da guerre di ogni genere. Con l’Unione Europea si cerca di arrivare ad un bene comune.

Altro motivo che mi ha convinto è il verde, il green. Ritengo che in un momento così particolare come quello che noi stiamo vivendo a livello climatico, con situazioni di degrado ambientale, scioglimento di ghiacciai, incendi, nubifragi, noi, persone responsabili con una certa attenzione al prossimo, dobbiamo capire che le cose dovranno cambiare, per salvare i nostri figli, i nostri nipoti.’’

Secondo Lei, cosa dovrebbe cambiare nel Comune Di Napoli?

‘’Nel Comune di Napoli ci sono tante problematiche da affrontare. Premetto che Napoli è una città difficile. Ricostruire a parole è facile, il difficile è mettere in pratica i vari progetti.

Cosa cambierei?  In primo luogo: il verde perché io ritengo che una città senza il verde è una città arida e desolata. Necessario per questo pensare a parchi, parchi gioco, aprire alla Città luoghi di spazi e di bellezza, quelli che oggi che sono stati privati del verde. Parlo soprattutto della collina di Posillipo, del Parco Virgiliano che ormai è arrivato al degrado totale, mentre dovrebbe essere uno dei luoghi più affascinanti della Città ricco di storia, mito, bellezza. Poi un’altra cosa di cui bisognerebbe occuparsi e preoccuparsi è il Mare. Noi abbiamo una ricchezza straordinaria. La nostra è una città aperta sul mare. Non c’è separazione tra il porto di Napoli e la Città.’

Poi dobbiamo mirare al Bello. per immaginare e costruire un futuro sostenibile, inclusivo e bello per il cuore e per la mente.

E Bello significa spazi inclusivi e accessibili in cui il dialogo tra diverse culture, discipline, generi ed età diventa un’opportunità per immaginare un luogo migliore per tutti. Significa anche un’economia più inclusiva, in cui la ricchezza è distribuita e gli spazi sono accessibili.

Bello significa realizzare approcci rigenerativi ispirati ai cicli naturali che proteggano la biodiversità

Quali sono i suoi progetti se questa sua candidatura andrà come Lei spera?

‘’ Guardi io penso che il Mare potrebbe essere fonte di lavoro per i giovani. Il mare visto ad ampio spettro, non solamente come turismo, ma come sport, come opportunità di logistica nel porto, come servizi marittimi in genere. Il mare è una miniera. Biologia, ricerca, multiculturalità: c’è tutto nel mare. E la storia di Napoli è legata al mare.

Certo, queste sono parole. E tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.

Ma al di là delle parole già c’è un forte proposito. Lo ripeto spesso: il sogno è importante per progettare, se non sogno, non potrò nemmeno progettare.

Guardi, Le posso assicurare che in tutte le situazioni, le più difficili, in cui sono piombata ce l’ho messa tutta. Con una tenacia, una forza d’animo, una voglia di fare, un interesse al prossimo, un interesse alla cultura, ai valori.

Questa nuova impresa è difficile, quasi impossibile. Ma mi sono messa in gioco, anzi, mi hanno tirata in gioco e sono fiera di esserci e di poter essere ancora utile nel fare qualcosa per la mia Città.

Poi il mio interesse è sempre rivolto ai giovani. I giovani sono spesso sbandati, distratti, hanno bisogno di linee guida. Il grande Presidente Pertini diceva: i giovani, hanno bisogno di esempi, di coerenza, di altruismo, hanno bisogno di questo, non di parole.

Ed io mi affido a loro, perché sono convinta che quando essi si rendono conto che si fa qualcosa nel loro interesse, lo comprendono e ti seguono. Sono stata a contatto con ragazzi difficili e meno difficili, e dal Mare, elemento in continuo movimento, dobbiamo trarre esempio di dinamismo, entusiasmo e speranza.

È facile parlare, lo so, le situazioni vanno affrontate! In quel poco o tanto che si può fare, dobbiamo sempre credere! Io ci credo ancora nonostante tutto !

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