15 Maggio 2021, sabato
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Regioni ancora all’attacco Bianchi: scuola al 100%

Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi:

“Credo che tutti concordino sulla necessità di riportare in presenza anche tutti i ragazzi delle superiori, su questo tutti concordavamo vi era una divergenza sul 60%; l’indicazione del governo lascia una ampia flessibilità per giungere al 100% nei tempi e nei modi che i territori potranno riconoscere. Non avevamo concordato il 60%, era stato definito in Conferenza questo margine 60-70% ma la direzione di marcia è sempre stata 100%. 

Il Cdm ha ritenuto di prevedere il 70% ma non c’è divergenza sull’idea che si debba andare al 100%”.

Il decreto legge Covid con le nuove aperture è in Gazzetta Ufficiale e sarà in vigore da oggi, 23 aprile.

Alla sua approvazione, la percentuale sulla presenza in classe dei ragazzi delle superiori in zona gialla e arancione è salita al 70%, rispetto al 60% inizialmente concordato con i governatori: un elemento che ha portato i governatori ad esprimere “amarezza” in una lettera indirizzata al premier, Mario Draghi, con la richiesta di “un incontro urgente prima della pubblicazione del provvedimento”. “E’ stato un metodo che non ha privilegiato il raccordo tra le diverse competenze che la Costituzione riconosce ai diversi livelli di Governo.”, si legge nella missiva indirizzata al presidente del Consiglio.

In attesa di una risposta del premier, Fedriga si dice “convinto che alle prossime settimane ci potrebbe essere una revisione”. Palazzo Chigi ha fa sapere che il Governo darà un chiarimento alle Regioni e l’auspicio dei governatori è quello di poter incassare almeno un ‘tagliando’ periodico del dl, se i numeri dei contagi lo permetteranno e nel decreto bollinato resta la deroga – contenuta anche nella precedente bozza – fino al limite minimo del 50% di presenza a scuola nel caso di “eccezionale e straordinaria necessità dovuta alla presenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica”. Lo spiraglio c’è: l’idea condivisa dall’Esecutivo è che sul provvedimento ogni due settimane verrà fatto un check a tutte le misure previste dal decreto. Il primo sarà a metà maggio.

A confermare l’obiettivo è lo stesso stesso ministro per le Autonomie, Mariastella Gelmini, che tenta una mediazione: “Il coprifuoco non durerà fino al 31 luglio. È lo stesso decreto a dirlo, precisando che il Consiglio dei ministri potrà intervenire nelle prossime settimane, modificando periodicamente nel dl sia le regole per le riaperture che gli orari del coprifuoco”. E sulla scuola, la ministra in quota Forza Italia chiarisce: “nel decreto ci sarà scritto il 70% ma non metteremo a rischio nessuno. Se non sarà possibile assicurare queste quote regioni ed enti locali potranno derogare. Stiamo lavorando per trovare la quadra”. Non solo studenti e ristoratori. Sul tavolo delle richieste delle Regioni c’è anche anche la programmazione di riaperture del settore del wedding, delle piscine al chiuso oltre alla ripresa degli allenamenti individuali nelle palestre già da lunedì 26 aprile. Anche il segretario della Lega, Matteo Salvini, resta sulle barricate e pur rinnovando “lealtà” a Draghi incalza: “il governo ha disatteso l’accordo raggiunto con gli enti locali, mettendo in difficoltà presidi, sindaci e studenti”.

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