6 Marzo 2021, sabato
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Neslè, Mars e altre denunciate per schiavitù nell’anno Internazionale contro il lavoro minorile

A cura dell’Avv. Sabina Vuolo

In questo inizio 2021 lascia perplessi la notizia del ciclone “schiavitù” abbattutosi su alcune delle multinazionali del cioccolato tra le quali vi rientrano Neslé e Mars. Otto ex bambini del Mali, oggi giovani adulti, hanno deciso di denunciare per sfruttamento di minorenni trattati come schiavi nella coltivazione e raccolta del cacao le multinazionali per le quali erano stati reclutati per lavorare nelle piantagioni di cacao in Costa D’Avorio.

“Assoldati” quando ancora piccoli, bambini strappati alle povere famiglie con la promessa di un buon salario e un buon lavoro spesso costretti a svolgere mansioni logoranti e pericolose come usare pesticidi ed erbicidi senza le protezioni necessarie costretti e per di più a lavorare senza retribuzione e privati dei documenti per evitare che fuggissero.

L’International Rights Advocates, promotore della class action di questi ex otto bambini, a Washington D.C. ha accusato le multinazionali di aver approfittato consapevolmente del lavoro dei bambini realizzando un maggiore profitto a costo zero. Accusandole, altresì, di non aver tenuto fede all’impegno assunto con il protocollo Harkin-Engel nel 2001 di eliminare gradualmente il lavoro minorile obiettivo da essere raggiunto nel 2005 ma che non si è avverato.

Intanto il 21 gennaio è stato proclamato ufficialmente il 2021 l’Anno Internazionale del Lavoro Minorile, con l’obiettivo di incoraggiare azioni legislative e politiche volte a sradicare la piaga del lavoro minorile nel mondo. Proclamazione adottata all’unanimità il 25 luglio 2019 a Ginevra dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con una risoluzione che invita gli Stati membri <<ad adottare misure immediate ed efficaci per sradicare il lavoro forzato, porre fine alla schiavitù moderna e alla tratta degli esseri umani e garantire il divieto e l’eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile, incluso il reclutamento e l’uso di bambini soldato e, entro il 2025, porre fine al lavoro minorile in tutte le sue forme>>.

Negli ultimi anni notevoli progressi sono stati compiuti grazie all’intensa attività di sensibilizzazione e mobilitazione nazionali, tuttavia circa 152 milioni di minori in tutto il mondo sono ancora nel lavoro minorile, pertanto occorre intensificare ulteriormente l’azione focalizzando l’attenzione su questi ragazzi che ancora lavorano duramente nei campi, nelle miniere e nelle fabbriche.

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