7 Marzo 2021, domenica
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L’incarico a Draghi e le questioni da affrontare: una sfida determinante

a cura di Gemma Tisci

Pioggia di SI per il presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi che riceve l’appoggio del presidente uscente Giuseppe Conte e dei Partiti. Intanto il premier in pectore ascolta e prende appunti e non si sbilancia sul tipo di governo che intende organizzare. Quanti tecnici, che tipo di maggioranza, ma ci tiene a far capire che ha soluzioni che vanno oltre gli schieramenti. Non tarda la corsa dei politici che non vogliono farsi commissariare e non vogliono mollare, Liberi e Uguali da per scontato di essere già dentro il nuovo governo, Italia Viva parla di sostegno incondizionato al neo Governo Draghi, PD e CinqueStelle che aspirano a due ministeri ma non intendono allentare la bretella dell’alleanza costruita in questi mesi e si dicono aperti a collaborare, Grillo ci sta ma vuole una patrimoniale sui più ricchi, la Lega ha cambiato idea e si dice disponibile ma Salvini insiste sul no all’aumento di tasse, in particolare sulla prima casa creando forse una spaccatura all’interno della Lega che pensa ad un governo unitario e si mette in coda tentando un aggancio con FI. Meloni bisbiglia ancora per nuove elezioni. Insomma ancora caos su caos, tutti vogliono arrivare al “podio” ma a dare lo stop è il capogruppo in Senato Andrea Marcucci del PD che sostiene che non ci sono i presupposti di un governo allargato a destra. Si prospetta l’ennesimo rischio di un Governo risicato. D’altra parte il quadro politico è quello che è, ed oltre ai partiti di maggiore rilievo, Draghi deve dar conto anche a: Gruppi di Azione; più Europa; Radicali italiani; il Mie (Movimento associativo italiani all’estero); il Partito Socialista; Centro Democratico; Le minoranze linguistiche; Noi con l’Italia; Usei ed infine Cambiamo. 

Dunque, pare proprio che per trovare soluzioni che mettano tutti d’accordo, ci vorranno ancora giorni e giri di consultazioni.  

La lista delle questioni che spettano a Draghi sul tavolo di Palazzo Ghigi che fanno impallidire

Le questioni sono tante e complesse, a questo punto è lecito pensare che forse Matteo Renzi abbia fatto un favore a Conte creando la crisi di Governo e la sua inevitabile caduta.

Nell’ordine:

Completamento del RecoveryPlan; approvazione del decreto ristori (32miliardi di euro) che dovrebbero essere distribuiti tra aiuti alle piccole imprese in crisi, disoccupazione e partite iva; proroga del blocco dei licenziamenti; scadenza della legge che ha introdotto Quota cento sulle pensioni; acquisto da parte del Cdp delle quote di Autostrade; completamento della ricapitalizzazione di Alitalia, rispetto a quest’ultima è bene sottolineare che si trova già nel mirino della Commissione europea per i precedenti aiuti pubblici.

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