1 Agosto 2021, domenica
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Valigetta nucleare, la “palla da football” scambiata dai Presidenti in America: cos’è e come avviene

La consegna della valigetta nucleare, la “palla da football” come la chiamano gli americani, è il momento più riservato del giorno d’insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti. E l’assenza di Donald Trump alla cerimonia di giuramento di Joe Biden, il 20 gennaio, renderà la procedura più complicata del solito. Contrariamente a quanto si mormora, la valigetta non contiene pulsanti e di certo non permette al capo della Casa Bianca di lanciare direttamente missili ma gliene dà i poteri.

Si tratta di un kit con i codici che permette al presidente americano di innescare un missile nucleare in qualsiasi momento: pesa una ventina di chili circa e contiene la procedura e l’equipaggiamento di comunicazione necessari per lanciare, ovunque si trovi, un attacco militare.

La valigetta segue ovunque il presidente ed è legata con una catenina al polso di uno degli addetti militari (ufficiali del grado di maggiore in su che ruotano, espressione di ognuna delle cinque ‘forze armate’ Usa, Esercito, Aeronautica, Marina e Guardia costiera).

Oltre alla valigetta, Biden erediterà anche il ‘biscotto’, una scheda tascabile con i codici necessari per lanciare l’attacco nucleare. In caso di un attacco, vanno comunicati attraverso un canale protetto al centro di comando del Pentagono e va decisa la portata dell’attacco e l’obiettivo.

I presidenti sono tenuti a portarsi sempre addosso la scheda con i codici, senza mai separarsene. Mentre l’ufficiale con la valigetta è sempre a qualche metro di distanza. Una volta che il presidente ordina un attacco, i codici nucleari vengono confermati dal Pentagono e vengono tramandati lungo tutta la catena di comando, inclusi bombardieri, sottomarini e silos missilistici che compongono la triade nucleare. La “regola di due uomini” durante ogni fase garantisce che nessuna singola persona sia mai responsabile del lancio di un attacco nucleare. Le prime bombe colpirebbero i loro obiettivi entro 30 minuti dall’ordine del presidente.

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