3 Agosto 2021, martedì
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Gli zampognari tradizione campana

 Passano gli anni ma alcuni ricordi rimangono indelebili nei cassetti della nostra memoria e con l’arrivo del mese di dicembre sembrano riaffiorare come per magia. Uno di questi è il suono melodioso che si ode in lontananza alle prime luci livide dell’alba.

Vecchie melodie religiose suonate lungo le terre all’ombra del Vesuvio, gli Zampognari. Sembrano provenire direttamente da un presepe napoletano, con le loro vesti da montanari ed i loro visi ieratici, danno vita a qualcosa di magico e senza eguali. E se oggi ascoltiamo l’inconfondibile suono delle zampogne, vuol dire che siamo entrati nella Novena dell’Immacolata Concezione e ci si avvicina, pertanto, al Natale.

Nel nostro immaginario feste natalizie e zampognari sono una cosa sola ma ciò che ignoriamo è che le origini della zampogna e degli zampognari risalgono ad un’epoca nella quale il Natale nemmeno esisteva. Per capirne le origini bisogna fare un salto nella storia fino ad arrivare alla Grecia Arcaica. Di fatti la zampogna è uno strumento legato alla iconografia e alla leggenda del Dio Pan.

Si racconta che i sacerdoti per celebrare tale divinità intendessero creare uno strumento che rappresentasse la caratteristica principale del loro dio, ossia l’unione cosmica dell’elemento maschile con quello femminile. Ed in effetti il Dio Pan era spesso raffigurato con il flauto in una mano e nell’altra il bastone. Il Dio Pan in occasione del solstizio d’inverno fondeva questi due elementi in un nuovo ordine contrassegnato dalla nascita del sole. Ciò in un’ottica cristiana ricorda il nuovo ordine invernale, sancito dalla nascita del Gesù Bambino.

Ed è proprio grazie a questa analogia che nel corso del tempo si è giunti a far diventare la zampogna uno dei simboli più importanti e caratteristici del Santo Natale.  Pan era anche il Dio dei Pastori ragion per cui la zampogna è divenuto uno strumento intensamente legato anche alla pastorizia.

I pastori, in occasione delle transumanze erano soliti portare con se le zampogne, fatte con legno e pelle di capra, che venivano suonate nei momenti di pausa spesso intonando dei veri e propri concerti. Nel corso della storia, durante la Novena i pastori/zampognari scendevano nei paesi suonando canzoni natalizie e canti. Solitamente si esibivano in coppia quello più anziano suonava la zampogna, il più giovane la cosiddetta ciaramella, ossia un flauto dal suono perforante. Il loro repertorio era costituito da semplici melodie, molto spesso legate alle festività natalizie.  

A partire dal 1754 la melodia simbolo degli zampognari divenne “Tu scendi dalle stelle” un brano scritto da S’Alfonso Maria de Liguori con lo scopo di avvicinare i bambini e le persone disagiate alla religione cattolica.

Il Natale si fonda su questo, su delle forti emozioni che rimangono ancorate alla nostra memoria proprio grazie ai ricordi dell’infanzia a quel sentimento che diventa un valore fondamentale e parte integrante della festa in sé: un sentimento di condivisione con il prossimo. Mai come quest’anno bisognerebbe essere come bambini ricordando la tenera età nella quale ci emozioniamo continuamente speranzosi prima e gioiosi poi per i regali ricevuti. Quest’anno tutti dovremmo credere nella magia di questo periodo, di avere sogni e di vivere attimi che meritano di essere vissuti e rimembrati.

Avv. Sabina Vuolo

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