23 Aprile 2021, venerdì
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Violata direttiva su inquinamento europeo: condanna per l’Italia

La Corte di Giustizia Europea con sentenza del 10 novembre, accogliendo il ricorso depositato nel 2014 dalla Commissione Europea nei confronti dell’Italia, ha condannato il nostro paese per aver violato sistematicamente e in modo continuativo tra il 2008 e il 2017 la direttiva europea sull’inquinamento atmosferico. L’Ecc. Ma Corte ha specificato che per gli anni 2008/2017 i valori limiti e annuali fissati per le particelle PM10 sono stati regolarmente superati in alcune zone del paese. Colpa dell’Italia è che ha omesso l’adozione di misure tempestive per garantire il rispetto dei valori limite e conseguentemente non si è impegnato a sufficienza per proteggere la salute umana, l’ambiente e l’economia dall’inquinamento atmosferico.

Il procedimento è stato incardinato solo nel 2018 a seguito di esito negativo della fase di precontenzioso per inadempimento.

 Inadempimento dell’obbligo di comunicare alla Commissione le misure di attuazione della direttiva sulla qualità dell’aria. L’Italia per confutare le accuse mosse aveva provato a dimostrare le difficoltà di gestione del problema, tenuto conto delle caratteristiche del territorio e della sua estensione. Ragioni ritenute insufficienti, perché il superamento dei valori limite fissati per le particelle PM10, anche nell’ambito di una sola zona, è di per sé sufficiente perché si possa dichiarare un inadempimento alle disposizioni della direttiva sulla qualità dell’aria. A tale sentenza l’Italia, sena indugio, dovrà conformarsi, che questa condanna rappresenti l’input per rendere il paese faro della rivoluzione ecologica in tutta Europa. Occorre essere consapevoli che è giunto il momento di scegliere una politica green.

Avv. Sabina Vuolo

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