26 Gennaio 2021, martedì
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Anche in Italia la chiusura è “Retail Apocalypse”

Quadrilatero della moda, un pomeriggio di inizio inverno con il natale che incalza, respirare la magica atmosfera di Milano tra le luci dei negozi, l’eleganza degli atelier, lo charme delle profumerie, circondati dai migliori brand al mondo: Armani, Gucci, Chanel. Turisti affollano i marciapiedi della strada dello shopping di Milano, l’attenzione è distratta dalle vetrine glamour, da qualche artista di strada, macchine di lusso e la musica aleggia. Nessuno, però, fa caso a un negozio chiuso e abbandonato, cento metri più avanti altre vetrine chiuse, questo è l’effetto della rivoluzione digitale la gente compra dal divano di casa, effetto di una società iper-digitalizzata. Retail Apocalypse, si chiama il fenomeno che riguarda la chiusura dei negozi fisici in America a causa del cambiamento comportamentale della popolazione. Questo fenomeno sta prendendo piede anche in Italia perché le nuove generazioni, ossia quelle post anni 80, hanno cambiato modo di vivere e di spendere. Certo! la pandemia ha contribuito ad accelerare i tempi per l’e-commerce a pieno regime. Con tale termine, infatti, si indica quel processo di acquisto e vendita di prodotti con mezzi elettronici come le applicazioni mobili e internet. Questo nuovo sistema ti consente di vendere e acquistare prodotti su scala globale h24 con prezzi competitivi.  La rivoluzione digitale, quindi, ha azzerato il divertimento dello shopping in presenza dando vita a quello online e alle transazioni elettroniche.

L’e-shopping fatto sull’impulso del momento è appagante, ma nell’attesa della consegna possono esserci ripensamenti. Intanto, negli ultimi mesi a livello globale è stato registrato un notevole aumento delle transazioni elettroniche con carte e attraverso i mobile payment. Questi tipi di pagamento sono stati raccomandati in modo da ridurre lo scambio di monete e banconote che potrebbero, potenzialmente, essere vettori di contagio. Secondo gli esperti la diminuzione del contante in circolazione sarebbe un ulteriore passo per ridurre l’evasione fiscale e il finanziamento delle attività illecite.

Intanto ci stiamo avviando lungo una strada di non ritorno e ad oggi è prematuro fare previsioni una cosa è certa, il nostro modus vivendi si sta trasformando velocemente così come velocemente il virus si propaga.

Avv. Sabina Vuolo

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