24 Novembre 2020, martedì
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Più anziani e con altre patologie: l’Iss fotografa il “decesso tipo” da Covid19

L’identikit che emerge dall’aggiornamento periodico delle caratteristiche dei pazienti deceduti all’infezione da coronavirus in Italia e pubblicato qualche giorno fa dall’ISS parla chiaro: sempre più anziani e sempre più affetti da altre gravi patologie. Secondo il rapporto, che si basa su un campione di 39.052 pazienti, l’età media dei deceduti e positivi è pari a 80,3 anni, maggiore di oltre trent’anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione.

Non si può negare che di Covid muoiano anche i giovani ma, bisogna evidenziare, in misura assai minore. Sono appena 434 i pazienti positivi deceduti con meno di 50 anni, pari all’1,1% e 95 con meno di 40 anni(0.24 % sul totale). Tra questi ultimi, ben 64(cioè il 67%)presentavano già in precedenze una grave condizione, come malattie cardiovascolari, renali, psichiche, renali, obesità. Solo il 3,4 del campione era perfettamente sano, il 13,1% aveva una patologia, il 19,1% due patologie e ben 64,4% presentava tre o più patologie. Parlando della diagnosi da ricovero, l’ISS fa sapere che nove volte su dieci erano menzionate condizioni (per esempio polmonite) compatibili con coronavirus. Nel 9,1%dei casi invece la diagnosi non aveva nulla a che fare con il Covi19. DI questi ben un terzo riguardava malattie cardiovascolari e un altro terzo riguardava tumori e patologie grastrointestinali. Ma la parte più interessante del report riguarda il confronto delle caratteristiche dei decessi nei tre periodi della pandemia. Partiamo dal dato relativo all’età: nel primo trimestre dell’epidemia(marzo-maggio)i deceduti avevano in media 80,1 anni;, nel secondo(giugno-agosto)82,8 anni e nel terzo 81,4 anni. Rispetto alle comorbilità, gli stati patologici sono aumentati rispetto al primo trimestre, quando i pazienti con tre o più malattie preesistenti erano il 62,5% mentre nel secondo caso salivano al 77,4%, per poi scendere leggermente nel terzo trimestre al 75,3%

In altre parole , i numeri dicono che nella prima ondata il “decesso tipo”da Covid19 riguardava individui in media più giovani e più sani. Nel corso del tempo invece il coronavirus ha mietuto vittime via via più anziane e malate. DI tanto in tanto, i media si soffermano portando alla ribalta il paziente giovane di turno, affetto da Covid, mostrando la disperazione e la paura del malcapitato, in ospedale, con il viso sotto il casco dell’ossigeno: di Covid19 si muore eccome, anche se non si è anziani. Ma usare questi casi come scudo per giustificare il clima di terrore no, non è proprio accettabile!

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